Privacy Facebook: è il momento di metterci le mani

Dopo le ultime scoperte, gestire la nostra privacy Facebook è diventato un aspetto importante della nostra vita online. Vediamo come modificare le impostazioni.

La privacy di Facebook è tornata pesantemente agli onori della cronaca, dopo un inizio anno complicato per la piattaforma. Ora infatti il social network viene anche coinvolto in uno scandalo: la società Cambridge Analytica infatti avrebbe avuto accesso ai dati personali di cinquanta milioni di utenti e li avrebbe usati per condizionare sia l’ultima campagna elettorale americana, sia il referendum sulla Brexit.
Prima di vedere cosa è successo nel dettaglio, vediamo come mettere la privacy su Facebook il più possibile al sicuro da questo tipo di accessi indesiderati.

Privacy su Facebook: attenzione alle App

Nella nostra vita abbiamo sicuramente garantito l’accesso a qualche App: che si tratti dell’iscrizione a un sito o un quiz simpatico, di sicuro almeno una volta abbiamo premuto “autorizza” senza preoccuparci troppo. Fortunatamente Facebook offre una pagina di riepilogo, in cui possiamo vedere, e bloccare, tutte le App che hanno accesso al nostro profilo.
Per chi ha fretta, si può raggiungere direttamente attraverso questo indirizzo: https://www.facebook.com/settings?tab=applications. Per chi preferisce arrivarci, il passaggi sono molto semplici.

Controlliamo la privacy di Facebook per le App

Apriamo il menu a discesa accanto alla guida in alto a destra e selezioniamo la voce Impostazioni

Privacy Facebook percorso

Nella schermata che si apre vedremo un riepilogo delle nostre informazioni: facciamo clic su App in basso a sinistra.Privacy Facebook App

Qui troveremo l’elenco di tutte le App e le web App (quindi i siti) a cui abbiamo garantito l’accesso. Possiamo eliminarli semplicemente passandoci sopra con il mouse e premendo la X.

Privacy Facebook App elenco

Modificare le impostazioni generali della privacy su Facebook per le App

Per modificare il comportamento generale delle App, anche di quelle autorizzate, scorriamo la pagina fino a trovare la sezione Applicazioni usate da altri e facciamo clic su Modifica.

Privacy Facebook impostazioni

Nella finestra che si apre, possiamo decidere cosa mostrare e cosa no. Naturalmente più elementi elimineremo più la nostra privacy sarà al sicuro.

Privacy Facebook impostazioni scelte

Effettuando questi due passaggi avremo sia eliminato le App di terze parti che non ci convincono o di cui ci eravamo dimenticati, sia fatto in modo di ridurre la quantità di dati a cui hanno accesso.

Furto dati su Facebook? Una bufala: li hanno regalati gli utenti

Diversamente da quello che leggiamo di solito sulle cronache, non c’è stato nessun attacco hacker: i dati non sono stati sottratti con la “forza” o per vie illegali, ma combinando un astuto stratagemma, la leggerezza degli utenti, alcuni “buchi” nelle politiche di Facebook e una certa superficialità del social network nel gestire la privacy.
In pratica l’azienda Cambridge Analytica ha effettuato uno studio, utilizzando una app che si collega al profilo Facebook. Gli intervistati venivano pagati per partecipare al test, autorizzando anche la App ad accedere ai dati del loro profilo. Grazie a questa autorizzazione, la app ha potuto accedere ai dati dei loro parenti e amici, acquisendo così i dati dei famosi cinquanta milioni di profili di cui si parla in questi giorni.

Bufala Facebook: privacy, furto di dati: è solo una questione commerciale?

Il problema è complesso, ma ha rivelato la fragilità di un sistema: in effetti Facebook ha riconosciuto che c’è stato un abuso, ma lo considera per così dire “amministrativo”. Le App infatti hanno la possibilità tecnica di accedere a quei dati, ma la policy del social media permette di usarli solo per migliorare l’esperienza degli utenti all’interno della piattaforma.
Un po’ come cercare di tenere un gruppo di ragazzini affamati lontano a un buffet di dolci con un cartello “non toccare” scritto a penna.
In pratica, Facebook non è stato “bucato”: qualcuno ha preso dalla piattaforma più di quello per cui aveva pagato. Questo, almeno, dal punto di vista formale. Sul piano etico ci sarebbe da disquisire a lungo.

Fonte foto copertina: pixabay.com/en/facebook-many-f-panels-system-254165/

ultimo aggiornamento: 20-03-2018

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