Processo Open Arms, udienza preliminare a Palermo per Matteo Salvini. Il leader della Lega: “Rifarei quanto ho fatto, anzi, lo rifarò”.

Va in scena l’udienza preliminare per Matteo Salvini per quanto riguarda il caso della Open Arms, con l’ex ministro dell’Interno che, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio, rischia di andare a processo. La decisione spetta al giudice che dovrà decidere se procedere effettivamente con il processo o procedere con il proscioglimento.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Open Arms, l’udienza preliminare del 20 marzo. La Procura chiede il rinvio a giudizio

Nel corso dell’udienza del 20 marzo il leader della Lega Matteo Salvini ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee.

“Il mio mandato è stato caratterizzato da risultati in termini di vite umane salvate e di diminuzione del numero di sbarchi”, ha dichiarato l’ex ministro dell’Interno.

Sui miei provvedimenti non c’era solo la mia firma ma anche quella di altri ministri come quello dei Trasporti. L’azione del governo era finalizzata a ridurre il traffico esseri umani“, ha dichiarato Salvini come riferito dall’Adnkronos.

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Matteo Salvini.

Matteo Salvini
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Processo Open Arms, Salvini: “Rifarei quanto ho fatto”.

Matteo Salvini si è recato a Palermo per prendere parte all’udienza preliminare. Al fianco del leader della Lega Giulia Buongiorno, legale di fiducia che segue l’ex vicepremier anche nel caso della Gregoretti.

Rifarei quanto ho fatto, sì. Assolutamente, anzi, lo rifarò […] Continuo a essere tranquillo. Dispiaciuto, perché ritengo che la giustizia italiana potrebbe investire tempo e denaro nei confronti dei veri delinquenti, ma se sono chiamato in tribunale vado a testa alta e orgoglioso di quello che ho fatto“, ha dichiarato Salvini prima dell’udienza preliminare.

Open Arms ha deciso di costituirsi parte civile al processo. Ovviamente l’Ong non è la sola, anzi si inserisce in un elenco lungo. Il Gup ha accettato tutte le 18 parti civili.

Il Gup di Palermo ha rinviato l’udienza preliminare al prossimo 20 marzo per consentire la traduzione dei documenti in lingua inglese e spagnola.

La cosa curiosa leggendo gli atti della procura è che due dei presunti sequestrati sono tuttora in carcere. Adesso stiamo cercando di capire per quale reato“, ha dichiarato Salvini ai microfoni dei giornalisti all’uscita dall’Aula. “Non ho agito da solo, ma insieme al governo“, ha proseguito il leader della Lega.

Il caso Open Arms

Il caso della Open Arms risale al mese di agosto del 2019. L’imbarcazione dell’Ong, che aveva raggiunto le acque al largo di Lampedusa, aveva chiesto il permesso di attraccare. Permesso negato. Dopo diversi giorni in mare, l’Ong si rivolge al Tribunale dei minori chiedendo lo sbarco immediato. Arriviamo al 12 agosto, quando il Tribunale in questione ipotizza il reato di respingimento alla frontiera e espulsione di minori. E il 14 agosto il Tar del Lazio sospende il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane accogliendo il ricorso presentato dalla Open Arms.

L’imbarcazione entra quindi in acque italiane ma non riceve indicazioni sul porto di destinazione e decide di presentare alla procura di Agrigento un esposto per omissione di atti d’ufficio. Siamo al 16 gennaio. Il 20 agosto Patronaggio, capo della Procura di Agrigento, effettua una perquisizione sull’imbarcazione, dispone lo sbarco immediato delle persone a bordo e il sequestro della nave.

Di cosa è accusato Matteo Salvini

Le accuse a carico di Matteo Salvini sono quelle di sequestro e rifiuti di atti d’ufficio. Le accuse sono state formalmente formulate dal Tribunale dei Ministri di Palermo. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, confermato dal Parlamento.


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