Zero importazioni di gas russo, il ricatto di Putin finisce ma la situazione per il nuovo Governo potrebbe rivelarsi difficile.

Le importazioni di gas russo in Italia ed Europa sono ormai ai minimi storici nelle ultime settimane. Di conseguenza i ricavi di Gazprom sono in calo, anche se il Paese sta pagando la situazione in altri modi: le forniture disponibili per superare l’inverno sembrano abbastanza ad oggi, ma nei prossimi mesi la situazione pone ancora degli interrogativi. La crisi energetica sarà uno dei temi principali sul tavolo del nuovo governo Meloni.

Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Come il resto dei Paesi europei, anche l’Italia ha praticamente tagliato i ponti con la Russia per l’importazione di gas. Di conseguenza anche per l’azienda fornitrice Gazprom non è un periodo roseo a livello economico, e in questo modo il ricatto da parte di Putin non ha più motivo di esserci. Con le attuali forniture di gas però, il Paese non sa quanto potrà davvero durare: questo sarà uno dei primi problemi da affrontare per Giorgia Meloni.

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Il calo delle importazioni in Italia

Da inizio ottobre la quantità di gas russo che passa da Tarvisio per arrivare in Italia, è ormai minimo se non quasi azzerato. L’Italia ha sempre importato grandi quantità di metano dalla Russia: nel 2021 si conta il 40% delle forniture totali, mentre nei primi 20 giorni di ottobre del 2022 l’importazione di gas costituisce meno dell’1% delle forniture totali.

Con l’invasione in Ucraina, Gazprom ha aumentato notevolmente i prezzi del gas. Il 2021 ha rilevato un utile netto di 29 miliardi di dollari, invece solo nella prima metà del 2020 gli utili hanno raggiunto la cifra di 41,75 miliardi di dollari. Dal momento che l’Europa ha deciso di troncare le importazioni dalla Russia, Putin ha cercato nuovi acquirenti esterni: nei primi sette mesi di quest’anno le esportazioni di gas verso la Cina sono aumentate del 61 per cento su base annua.

Cosa ci aspetta?

Nonostante l’Italia al momento abbia gli stoccaggi quasi pieni e delle alternative (anche se costose) per rifornirsi da altri mercati, la situazione potrebbe mostrarsi complicata a lungo andare. Di certo il clima mite di cui gran parte del Paese si ritrova a godere gioca a favore dei rincari energetici, ma la storia potrebbe non durare ancora molto.

Ad aprile si dovranno riempire di nuovo gli stoccaggi in un mercato in cui il gas a disposizione sarà meno del solito e più paesi entreranno in competizione per comprarlo e farne scorta. Ora toccherà al nuovo Governo decidere in quale maniera fronteggiare la crisi italiana, dando un sospiro di sollievo alla popolazione.

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ultimo aggiornamento: 24-10-2022


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