Più di mille persone furono trascinate via dalle loro case nel drammatico rastrellamento del ghetto di Roma. Solo 16 persone sarebbero sopravvissute.

Il 16 ottobre è una data simbolo della storia di Roma, quasi impossibile da non conoscere soprattutto per i romani. Ma, allargando l’orizzonte, quella del 16 ottobre è una data storica di rilevanza mondiale. Il 16 ottobre 1943 è la data del rastrellamento nel ghetto di Roma. Più di mille persone furono trascinate sui camion. Iniziava da lì il lungo viaggio verso il campo di Auschwitz. Solo sedici persone avrebbero fatto ritorno a casa.

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16 ottobre 1943, il rastrellamento del ghetto di Roma

Nel ’43 siamo la Germania Nazista vede progressivamente andare in frantumi i sogni di vittoria. I generali iniziano ad intuire che non ci sono alternative alla sconfitta. La campagna di Russia si è tradotta in un fallimento. Dopo la battaglia di Stalingrado l’unica preoccupazione dell’esercito tedesco sul fronte orientale è quello di contenere l’avanzata dell’Armata Rossa. Avanzata inarrestabile. Sul fronte europeo gli Alleati stanno risalendo il ventre molle dell’Europa, ossia l’Italia. Ad inizio ottobre del 1943 l’esercito americano entra a Napoli, città già liberata dai patrioti che hanno cacciato i nazisti.

Se dal punto di vista militare le speranze di vittoria della Germania sono ridotte al lumicino, dal punto di vista ideologico la battaglia è ormai nel suo momento cruciale. I campi di sterminio dei nazisti lavorano a pieno regime, ogni giorno. Ininterrottamente. Hitler vuole fisicamente eliminare gli ebrei. Per tutta la durata della guerra, i nazisti si sarebbero resi autori di atrocità inimmaginabili. Esecuzioni sommarie e di massa, torture, violenze. E poi i rastrellamenti.

Il 16 ottobre 1943, un sabato, circa trecentosessanta uomini della polizia tedesca rastrellarono il ghetto di Roma. Furono strappati dalle loro case 363 uomini, 207 bambini e anche 689 donne. Si scelse di agire di sabato perché lo scopo era quello di rastrellare il maggior numero di persone possibile. Il sabato è la giornata di festa per gli ebrei, che alle 5 e 30 del mattino, quando iniziarono le operazioni, si trovavano a casa.

Le 1.259 persone rastrellate furono caricate sui camion e trasportate al Collegio militare di Palazzo Salviati. In seguito ai primi controlli, quasi 240 persone furono rilasciate perché cittadini stranieri o facenti parte di famiglie miste. Gli altri furono trasportati alla stazione ferroviaria di Roma Tiburtina e caricato su un treno merci. La destinazione era il campo di Auschwitz. Il treno partì nel pomeriggio del 18 ottobre e arrivò a destinazione alle 23 del 22 ottobre. Nel viaggio della morte persero la vita due persone. Due anziani.

Arrivati al campo, 820 persone furono valutate non idonee al lavoro. Furono portate immediatamente alle camere a gas per l’eliminazione. Le altre persone furono inviate alle baracche e impiegate per i lavori.

Alla fine sarebbero sopravvissute solo 16 persone.

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La manifestazione in ricordo delle vittime delle deportazioni

In occasione del settantottesimo anniversario, la Comunità ebraica di Roma promuove una manifestazione durante la quale si ricordano le vittime delle deportazioni. Vittime della follia umana.

La manifestazione si tiene il 17 ottobre presso il Portico di Ottavia, a poca distanza dal Tempio Maggiore. Un luogo fortemente simbolico. Lì, il dannato 16 ottobre 1943, furono ammassati gli ebrei rastrellati che dovevano essere deportati.

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ultimo aggiornamento: 16-10-2021


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