Il report dell’Istat sulla situazione dell’Italia: il reddito primario delle famiglie è sceso di 92,8 miliardi di euro.

ROMA – E’ stato pubblicato il report dell’Istat sulla situazione in Italia. Nel 2020, come rivelato dal documento citato dall’Ansa, il reddito delle famiglie consumatrici è sceso del 2,8% (meno 32 miliardi), quasi azzerando la crescita del biennio precedente”. Una situazione che ha portato “gli italiani a comportarsi da formiche: i consumi finali hanno subìto una caduta di dimensioni più ampie e mai registrate dal dopoguerra”.

Nel rapporto è stato evidenziato anche una discesa del reddito primario delle famiglie. Questo dato ha avuto un calo del 7,3% con un calo di 92,8 miliardi di euro. Una riduzione che è stata compensata dai massicci interventi pubblici per 61 miliardi di euro.

Cresce la povertà assoluta

Una situazione che ha portato la povertà assoluta a crescere. Sono oltre 2 milioni le famiglie che hanno avuto una perdita importante durante la pandemia. Emergenza coronavirus e problemi economici che hanno portato gli italiani a rivedere i progetti futuri e anche i matrimoni.

Nel 2020, come rivelato dall’Istat, ci sono stati meno di 97mila matrimoni. Un calo eccezionale che potrebbe essere dovuto anche “ai progetti di vita individuali”.

L’impatto del Pnrr sul Pil

Nel report è stato anche precisato che l’impatto del Pnrr sul Pil potrebbe essere tra il 2,3% e il 2,8% nel 2026. Un impatto che potrebbe aumentare “al crescere dell’intensità della componente immateriale della spesa“.

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Dad e consumi culturali

Nel rapporto, inoltre, è stato precisato come l’8% degli iscritti non ha seguito la Dad tra aprile e giugno 2020. Pandemia che ha portato anche ad una riduzione delle già scarse risorse dei consumi culturali. “Cinema e spettacoli dal vivo hanno avuto 67 giorni di funzionamento ordinario, 134 di riaperture contingentate e 165 di chiusure totale […]“.

Poche nascite e boom di decessi

Nel 2020, inoltre, sono state registrate poche nascite, con il minimo storico raggiunto anche per la pandemia. Come evidenziato, invece, in altri report, i decessi sono stati quasi 100mila in più rispetto alla media tra il 2015 e il 2019. Un dato condizionato dalla pandemia.

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