Partita la riforma del comitato sugli atti delle stragi. Il controllo passa nelle mani di Palazzo Chigi. Risolto il caso De Pasquale dopo le polemiche.

ROMA – Iniziata la riforma del comitato sugli atti delle stragi. Come riportato dall’Ansa, il premier Draghi nell’incontro con i familiari delle vittime ha confermato che il controllo è passato nelle mani di Palazzo Chigi, con il comitato che sarà gestito da Roberto Chieppa.

I rappresentati delle associazioni si sono detti “molto soddisfatti di questa scelta” che risolve il caso legato alle polemiche intorno al nome di Andrea De Pasquale, in passato criticato per la gestione del fondo Rauti.

Draghi: “Chiarezza e giustizia”

Il presidente del Consiglio nell’incontro ha assicurato “il massimo impegno per rispondere concretamente alla richiesta avanzata dalle associazioni. Chiarezza e giustizia, quale contributo importante ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese“.

Si tratta di un impegno che lo stesso premier Draghi ha garantito con la declassificazione di alcuni atti. E presto potrebbero esserci anche altri incontri con le stesse associazioni per fare il punto della situazione e capire come muoversi.

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Mario Draghi
Mario Draghi

Le polemiche intorno ad Andrea De Pasquale

Il premier Draghi ha deciso prendere il controllo degli archivi delle stragi e sollevare dall’incarico Andrea De Pasquale, finito al centro delle critiche. Una richiesta avanzata direttamente dalle associazioni, che hanno duramente criticato la gestione del fondo Rauti.

Giudichiamo inopportuna e impropria la nomina di Andrea De Pasquale a direttore dell’Archivio centrale dello Statosi legge nella nota dell’Anpi del 27 agosto 2021. La questione ha già causato le dimissioni di Tomaso Montanari dal Consiglio Superiore dei beni culturali e di Diana Toccafondi dal suo Comitato scientifico. Non abbiamo dimenticato la vicenda sconcertante dell’acquisizione del Fondo Rauti da parte della Biblioteca Nazionale centrale di Roma. In quella circostanza Andrea De Pasquale, direttore della Biblioteca, non si dimostrò all’altezza della situazione. A maggior ragione oggi è semplicemente imbarazzante la sua nomina alla direzione dell’Archivio, anche alla luce dei delicatissimi compiti che derivano dalla desecretazione delle carte sulle stragi. Non possiamo lasciare senza risposta l’appello delle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi che hanno per prime sollevato il problema. A ciò si aggiunge una inspiegabile confusione di mansioni: Andrea De Pasquale è un bibliotecario e non un archivista. Si tratta di professionalità e di esperienze diverse e non intercambiabili. Il Ministro Franceschini ha sempre dato prova di alta competenza per ciò che riguarda il ministero e di rigore e determinazione antifascisti. Confidiamo perciò nella sua coerenza, invitandolo a operare una scelta più equilibrata per l’importantissimo incarico di direttore dell’Archivio centrale dello Stato“.

Sicuramente le scelte fatte dal presidente del Consiglio hanno soddisfatte le famiglie delle vittime. Un cambio di passo importante per il futuro e si spera di poter continuare su questa strada. Da tempo le associazioni chiedono giustizia ed ora la via intrapresa sembra essere quella giusta.


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