Nuovo episodio di razzismo in Italia. A Brindisi sono state organizzate ronde contro i migranti: due le persone rimaste ferite.

BRINDISI – Nella serata di venerdì 19 ottobre 2018 a Brindisi sono state organizzate diverse ronde contro i migranti. Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, due profughi sono rimasti feriti mentre una terza aggressione è stata evitata grazie all’intervento di un passante.

Non si tratta di un isolato episodio di razzismo in Italia. Negli ultimi mesi sono aumentati le aggressioni dei profughi da parte di persone italiani. La vicenda successa a Brindisi è stata denunciata dal Forum provinciale della città che ha condannato duramente l’episodio. La Digos è al lavoro per cercare di identificare i responsabili di queste aggressioni.

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Carabinieri (fonte foto https://www.facebook.com/carabinieri.it/)

Ronde contro i migranti a Brindisi: due i feriti

Gli inquirenti sono al lavoro per cercare di individuare i responsabili di questo gesto. Secondo gli investigatori queste ronde potrebbero essere collegate ad un’aggressione denunciata nello stesso giorno da una ragazza di 15 anni. La giovane ha raccontata di essere stata presa di mira da un gruppo di stranieri non identificati.

Si valuta il collegamento tra gli episodi anche se al momento non è stato trovato. Le ronde hanno provocato il ferimento di due persone. Il primo migrante aggredito è il segretario della comunità cittadina del Ghana che vive a Brindisi da diversi anni mentre il secondo è un cittadino del Senegal.

Secondo quanto raccontato i due sarebbero stati colpiti da alcune persone con delle mazze da baseball. Gli aggressori avevano messo nel proprio mirino anche un giovane ma l’intervento di una persona è stata fondamentale per sventare il tentativo e salvare il profugo.

Brindisi, due fermati per le ronde contro i migranti

Dopo giorni di ricerca gli inquirenti sono riusciti a fermare i presunti autori della ronda. Si tratta di due uomini brindisini, con uno di loro che è conosciuto dai militari per atti di violenza. Entrambi devono difendersi dall’accusa di lesioni gravi aggravate dall’odio razziale.

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