Il caso Ranucci, tra attentato, amicizia con Lavitola e l’addio a Report, è stato affrontato in modo molto diretto da Alessandro Sallusti.
Le vicende legate all’attentato subito da Sigfrido Ranucci e l’amicizia con Valter Lavitola, di fatto mandante di quanto accaduto e recentemente protagonista di alcune dichiarazioni spontanee a giudici, è stato affrontato anche a ‘Quarta Repubblica’ su Rete 4 dove Alessandro Sallusti non le ha certo mandate a dire al giornalista.

Sallusti su Ranucci: la netta posizione
Intervenuto nel corso della trasmissione ‘Quarta Repubblica‘ con Nicola Porro su Rete 4, Alessandro Sallusti ha fornito la sua visione in merito al caso Ranucci, tra attentato, amicizia con Valter Lavitola e questione Report. Sallusti è stato molto chiaro: “In Commissione antimafia, cioè in un luogo istituzionale d’inchiesta, Ranucci ha ipotizzato che il mandante fosse stato il governo, nella persona del sottosegretario Fazzolari. Allora uno che dice una roba del genere – e poi si scopre che è il suo amico Lavitola – non è che non può più condurre Report, non dovrebbe più uscire di casa, questo voglio dire…”.
E sul rapporto con Lavitola: “Siamo di fronte a un caso o di sindrome di Stoccolma, che è una sindrome abbastanza diffusa, cioè di innamorarsi dei propri carnefici, oppure semplicemente non può farlo. Perché l’avvocato gli ha detto di non farlo. Non lo so se gliel’ha detto l’avvocato, magari lui stesso sa di non poter attaccare Lavitola, perché noi non sappiamo Lavitola cosa sa di Ranucci e cosa sa degli anni trascorsi insieme”.
Il caso Report e la credibilità
Sallusti ha poi analizzato anche l’addio di Ranucci da Report e le polemiche: “Non è vero che il governo si sia occupato per tutta l’estate di Ranucci. Risulta agli atti, non smentito, che anche il presidente Meloni abbia detto ‘ma chissenefrega di Ranucci, lasciatelo lì’. Il problema non è essere garantisti con Ranucci, io sono iper-garantista con lui. Sto dicendo che se domani arriva una troupe di Report e mi dice ‘Sallusti ieri sera dov’era, perché ha mangiato lì…’, io rispondo ‘ragazzi andate a chiedere al vostro direttore cosa faceva con Lavitola’, cioè non ha più i requisiti per mandare in giro la gente a fare inchieste“, ha detto Sallusti a ‘Quarta Repubblica’.
"Ranucci in commissione antimafia ha ipotizzato che il mandante fosse stato il governo, poi Lavitola ha confessato. Uno cosi non può più uscire di casa!"#Sallusti #Ranucci #Lavitola #quartarepubblica pic.twitter.com/zwbzE8dGxb
— Quarta Repubblica (@QRepubblica) September 7, 2026