E’ iniziato lo sgombero del Cara di Mineo. I primi 50 migranti sono stati trasferiti in altri centri. La chiusura della struttura è prevista per la fine del 2019.

CATANIA – Le operazioni di sgombero del Cara di Mineo sono iniziate nella giornata di giovedì 7 febbraio 2019 e non si fermano.

La chiusura della struttura – che all’interno ospite oltre mille migranti – è prevista per la fine del 2019 ma intanto le prime 50 persone sono state portate in altre centri. Programmati altri trasferimenti nei prossimi giorni con i profughi che si preparano a lasciare la casa che li ha ospitati per diversi anni.

Al momento ad essere trasferiti sono tutti i maschi adulti senza figli. Mentre le famiglie con minori, le mamme con bambini o persone con problemi di salute resteranno nella struttura.

Prosegue lo sgombero del CARA di Mineo

Nella giornata del 18 febbraio le autorità hanno proceduto con lo sgombero di altre cinquanta persone ospitate nel CARA di Mineo, uno dei centri di accoglienza più grandi di Europa.

Migranti, sgombero del Cara di Mineo. Il sindaco: “Abbiamo fatto il nostro dovere in silenzio”

Ai microfoni del sito di Repubblica il sindaco di Mineo commenta lo sgombero del Cara: “Dal ministro Salvini – dichiara – vorrei un riconoscimento per il nostro territorio che è stato violentato dallo Stato indipendentemente dai Governi. Siamo italiani e come gli altri, più degli altri perché abbiamo fatto il nostro dovere in silenzio“.

L’allora ministro Roberto Maroni – continua il primo cittadino – aveva preso degli impegni con il nostro territorio. Nel Patto per la sicurezza c’era scritto che bisognava compensare l’economia tradizionale che avrebbe potuto ed è stata danneggiata dall’Istituzione del Cara. Vorrei sapere se il ministro Salvini manterrà questi impegni“.

Migranti, Strasburgo: “Preoccupati dal decreto sicurezza”

Proprio nel giorno dello sgombero del Cara di Mineo la commissione per i diritti umani del Consiglio d’Europa invia una lettera al premier Conte: “Siamo molto preoccupati – riporta il sito di Repubblica per le possibili ripercussioni del decreto sicurezza sul diritto di accesso all’accoglienza e ai servizi essenziali“.

Da Strasburgo attaccano anche la politica sulle ONG: “Misure – si legge nella missiva – che ostacolano e criminalizzano il lavoro delle ONG che giocano un ruolo essenziale nel salvataggio di vite in mare e il fatto che le responsabilità per le operazioni di ricerca e salvataggio siano state lasciate ad autorità che sembrano riluttanti o incapaci di proteggere i migranti salvati dalla tortura o trattamenti inumani e degradanti“.

fonte foto copertina https://twitter.com/MeltingPotEU

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ultimo aggiornamento: 18-02-2019


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