Siria, Damasco e Mosca ritardano l’ingresso degli ispettori dell’Opac

E’ scontro tra i Paesi Occidentali e l’alleanza Siria-Russia. Il regime di Assad viene accusato di aver ritardato l’ingresso degli ispettori dell’Opac a Duma.

DAMASCO – Lo scontro tra le forze impegnate in Siria torna a salire, almeno a livello diplomatico. Secondo quanto deciso dalle Nazioni Unite, gli ispettori dell’Opac (Organizzazione della proibizione delle armi chimiche) si recheranno a Duma per indagare sull’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad.

Bashar al-Assad
Bashar al-Assad

Accuse a Damasco e Mosca

Il capo dell’Opac ha puntato il dito contro Siria e Russia, responsabili di aver ritardato il lavoro di ispezione. Damasco e Mosca hanno riferito che non ci sono le condizioni di sicurezza e che manca il via libera da parte del dipartimento della sicurezza del segretariato dell’Onu. “Le Nazioni Unite hanno dato agli ispettori dell’Opac tutte le necessarie autorizzazioni“, la replica del portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric. Dalle due sponde dell’Atlantico, nel frattempo, giungono accuse neanche tanto velate sull’attivismo dei russi teso a inquinare le prove del sito di Duma.

I raid nella roccaforte islamista

Lo scorso 8 aprile, l’aviazione di Assad ha colpito Duma, l’ultima area del Ghuta in mano ai miliziani anti-governativi. Il raid ha provocato oltre cento morti. Le immagini dei bambini con le maschere a gas hanno sconcertato buona parte della comunità internazionale: sabato, infatti, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia hanno attaccato obbiettivi strategici del regime di Damasco.

L’iniziativa degli Alleati occidentali ha fatto salire al massimo livello lo stato di allerta in Medio Oriente, dove gli Stati Uniti intrecciano i propri interessi con quelli di Mosca in un copione che rimanda inevitabilmente alla Guerra Fredda, quando il mondo era diventato di fatto una polveriera pronta ad esplodere.

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ultimo aggiornamento: 17-04-2018

Fabio Acri

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