Un nuovo progetto per standardizzare la smart home

Un nuovo progetto per standardizzare la smart home

Oggi nel mondo della smart home ci sono molti standard diversi (e incompatibili). Ma le cose potrebbero cambiare già nel 2020.

Si chiama Connected Home over IP ed è un nuovo progetto lanciato, peraltro in tutta fretta da Amazon, Apple, Google e la ZigBee Alliance. Lo scopo è tanto semplice sulla carta quanto impervio nell’applicazione: creare uno standard unico per la gestione della Smart Home.

La Smart Home oggi: semplice, ma non troppo

Come sanno gli appassionati, quella che oggi chiamiamo Smart Home e che qualche anno fa si chiamava domotica, è diventata molto più semplice che in passato. Chiunque, con un po’ di tempo e competenze tecniche basilari, può gestire qualche lampadina, il riscaldamento di casa o dispositivi come le console da gioco o la smart TV.

Il problema sono gli standard. Per farla molto breve, tutti sappiamo che se abbiamo scelto uno smart speaker Amazon, per esempio, non potremo usare i dispositivi Google come Chromecast, oppure la Apple TV. Ma al di là dei tre “big”, esistono altri standard, sia tecnici sia di fatto. Giusto per citarne alcuni fra i più noti, ZigBee, Z-Wave, Thread e WeMo.

Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, questo costringe gli utenti a complicate contorsioni per capire cosa possono collegare alla propria smart home, oppure a complicarsi la vita con “connettori” o altre soluzioni raffazzonate.

Uno standard unico (si spera) con Connected Home over IP

Quello che si propongono i tre big e l’alleanza ZigBee (la più grande, numericamente, fra le infrastrutture per la Smart Home indipendenti) è semplicissimo: mettere d’accordo tutti.

Connected Home over IP
L’alleanza Connected Home over IP (fonte foto: connectedhomeip.com)

Usando il buon vecchio Protocollo IP, uno dei pochissimi standard tecnici davvero universali, che resiste dagli anni ’70. In altre parole, come succede spesso nel mondo digitale, il modo migliore per far parlare dispositivi diversi è usare uno standard così datato da essere perfettamente noto a tutti. E in questo caso anche incredibilmente semplice da implementare.

Una scelta che, dal punto di vista tecnico, ha una serie di vantaggi considerevoli. Ma soprattutto potrebbe rendere molto più semplice la vita agli utenti.

Il primo vantaggio evidente sarebbe nella gestione: standard unico significa, per esempio, non dover passare da App o sistemi proprietari nemmeno per la prima configurazione.

dispositivi smart home lampadine intelligenti
Fonte foto: amazon.it

Il secondo vantaggio sarebbe economico: oggi i produttori di dispositivi, in particolare quelli di terze parti, sono costretti ad adottare tutti i diversi standard, per essere sicuri che i loro prodotti funzionino per tutti gli utenti. Il che richiede risorse, investimenti e tempo. In definitiva, device più costosi e spesso con sistemi di controllo tutt’altro che ottimizzati.

Quando arriverà il nuovo standard?

Allo stato attuale delle cose, sarebbe meglio chiedersi se arriverà. Per qualche strano motivo infatti l’annuncio è stato fatto il 18 dicembre 2019, apparentemente piuttosto in fretta. Anche il sito ufficiale dell’iniziativa, per esempio, al momento sembra essere stato messo insieme piuttosto rapidamente, e contiene semplicemente un muro di testo con tutte le intenzioni del sistema.

In teoria comunque le specifiche dovrebbero essere pronte entro la fine del 2020. La buona notizia è che, sempre secondo le intenzioni, non ci sarà bisogno di cambiare nulla nelle nostre case: il protocollo potrebbe essere recepito direttamente dai diversi Hub alla fonte.

Se tutto funzionerà, tuttavia, la smart home potrebbe fare un grande passo avanti. Infatti, attraverso la ZigBee Alliance, finalmente si siederanno allo stesso tavolo, oltre ai tre “big” del digitale, anche IKEA, Philips e Samsung.

IKEA zigbee alliance
Fonte foto: zigbeealliance.org

Fonte foto copertina: pixabay.com/it/illustrations/smart-home-casa-tecnologia-2005993/

ultimo aggiornamento: 05-01-2020

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