Nota per lo più come bollo auto, la tassa di possesso è l’imposta gestita dalle Regioni sulla proprietà dei veicoli.

In Italia, secondo quanto stabilito dalle norme in vigore, chi è possiede un veicolo deve pagare un’imposta sulla proprietà. Si tratta del cosiddetto ‘bollo‘, ovvero una tassa di possesso. A partire dal primo gennaio del 1999, le competenze in materia di tasse automobilistiche sono state trasferite alle singole Regioni a Statuto Ordinario ed alle Province Autonome di Bolzano – Alto Adige e di Trento.

Come si effettua il calcolo tassa di possesso auto: criteri e parametri

L’importo della tassa di possesso si calcola in base ad una serie di parametri ben precisi, in base al tipo di veicolo:

  • Autovetture, autoveicoli ad uso promiscuo, autobus, autoveicoli ad uso speciale e motocicli. Per queste categorie di veicoli, la tassa automobilistica viene calcolata in base alla potenza espressa in kW (il dato è riportato sulla carta di circolazione del veicolo). Se il numero di kW contiene la virgola, per il calcolo non si considerano le cifre decimali. Esempio: per un veicolo il cui motore sviluppa 34,56 kW, il calcolo del bollo considera solo 34 kW. Se l’indicazione della potenza non è espressa in kW, l’imposta viene desunta dall’indicazione del valore in cavalli (CV); dal primo gennaio 2007, per gli autoveicoli destinati al trasporto promiscuo e per i motocicli, la tassa di possesso è determinata anche dalle emissioni inquinanti e dalle relative norme europee; fanno eccezione i veicoli elettrici, ibridi, a gas e a idrogeno.
  • Autocarri e autoveicoli per il trasporto pesante. Il calcolo della tassa varia a seconda della massa del veicolo. Per quelli che pesano meno di 12 tonnellate, il bollo viene commisurato alla portata del mezzo; per gli autoveicoli adibiti al trasporto pesante il cui peso complessivo sia pari o superiore alle 12 tonnellate, la tassa viene calcolata in base al peso complessivo, al numero degli assi ed al tipo di sospensione.
  • Ciclomotori e quadricicli leggeri. Per i ciclomotori (fino a 50 cc di cilindrata) e i quadricicli leggeri (potenza massima pari a 4 kW o cilindrata inferiore o pari a 50 cc, ossia le cosiddette ‘microcar‘ o ‘minicar‘) la tassa da corrispondere è quella con decorrenza da gennaio a dicembre ma solo nel caso in cui questi vengano utilizzata su strade pubbliche.

L’addizionale erariale sulla tassa di possesso

Il calcolo dell’imposta di proprietà sugli autoveicoli rispetta i parametri sopra descritti fino ad una certa soglia, oltre il quale scatta il cosiddetto ‘superbollo’. In gergo tecnico si tratta di un’addizionale erariale applicata ai veicoli il cui motore sviluppa una potenza superiore a 185 kW.

Con la ‘Manovra Monti’ del 2012 è stato fissato un importo pari a 20 euro per ogni kW ‘in eccesso’. L’addizionale viene ridotta progressivamente, secondo questo schema:

  • riduzione del 40% dopo cinque anni dalla costruzione del veicolo;
  • riduzione del 70% dopo dieci anni dalla costruzione del veicolo;
  • riduzione dell’85% dopo quindici anni dalla costruzione del veicolo;
  • esenzione se il veicolo è stato costruito da venti o più anni.

Per ‘anno di costruzione’ si intende, in genere, l’anno in cui il veicolo è stato immatricolato, a meno che non vi siano prove documentali che attestino un anno di costruzione diverso da quello di immatricolazione.

Il pagamento del superbollo viene effettuato utilizzando il modello F24 ed è un onere che ricade sul soggetto che, al Pubblico Registro Automobilistico, risulti proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio o utilizzatore a titolo di locazione finanziaria. I termini del pagamento dell’addizionale erariale sono gli stessi per il bollo ‘standard’: quando scade quest’ultimo, va pagato anche il superbollo.

Esenzione Bollo
Fonte immagine: https://pixabay.com/it/parcheggio-autos-veicoli-traffico-825371/

Come determinare l’importo della tassa di possesso

Per conoscere a quanto ammonta l’importo della tassa automobilistica è possibile utilizzare il tool online messo a disposizione dal sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Dopo aver selezionato il tipo di veicolo per il quale si vuole effettuare il calcolo, bisogna inserire la targa e cliccare sul tasto ‘calcola’.

Se l’intestatario del veicolo (o qualunque altro soggetto chiamato a pagare la tassa) risiede in una Regione convenzionata con l’ACI per la gestione dei pagamenti delle tasse automobilistiche, può utilizzare anche il portale dell’Automobile Club d’Italia per calcolare l’importo del bollo dovuto. Il sito, per le Regioni convenzionate, attinge ai dati conservati nei propri archivi e permette di selezionare anche il tipo di pagamento da effettuare.

Sia tramite il sito dell’Agenzia dell’Entrate sia quello dell’ACI è possibile verificare, oltre all’importo, la scadenza corretta della tassa di possesso, in modo tale da non accumulare ritardi nel pagamento. In caso di accertamento da parte degli organi di Polizia, l’avvenuto pagamento del bollo viene verificato solo per le minicar e i ciclomotori fino a 50 cc di cilindrata.

Come pagare tassa di possesso auto

Gli utenti hanno a disposizione diversi canali per effettuare il pagamento della tassa automobilistica: filiali di banca, uffici postali, tabaccai convenzionati e anche online (tramite il servizio ‘Bollonet‘ offerto dal sito dell’ACI). È possibile anche rivolgersi anche alle Agenzie di Pratiche Auto per effettuare in sicurezza il pagamento dell’imposta. Le ricevute di pagamento vanno conservate per i tre anni successivi a quello in cui è stato versato l’importo.

L’importo del bollo per i veicoli di interesse storico e auto d’epoca

La questione del pagamento della tassa di possesso si pone spesso in maniera problematica per quanto riguarda le auto di interesse storico. Anzitutto, è necessario fare un distinguo con le auto d’epoca: queste ultime, di norma, non sono ammesse alla circolazione (se non in occasione di eventi e raduni); essendo veicoli cancellati dal PRA, possono essere messi in circolazione su strada solo dopo l’ottenimento di un’apposita autorizzazione.

Diversa, invece, la situazione relativa alla tassa di possesso auto storiche: a seguito delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità del 2015, è stata innalzata l’anzianità del veicolo necessaria ad ottenere un’esenzione. Nello specifico, la tassa non è dovuta per le auto con un’anzianità pari o superiore a trent’anni. Il beneficio fiscale non viene più contemplato per i modelli che hanno almeno vent’anni, com’era prima del 2015.

Altre forme di agevolazione (esenzione parziale o totale) vengono fissate dalle singole Regioni che esigono il tributo: si tratta per lo più di riduzioni applicate a veicoli con forme di alimentazione alternativa.

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ultimo aggiornamento: 18-12-2019


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