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Anna Scala uccisa: ergastolo confermato per Salvatore Ferraiuolo
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Uccisa con 17 coltellate: come si è conclusa l’orribile vicenda

un uomo della polizia scientifica a lavoro

Si è concluso il caso della povera Anna Scala, uccisa con 17 coltellate dall’ex. Ecco cosa ha deciso la Giustizia.

Nessuno sconto di pena per Salvatore Ferraiuolo, il pescatore di 58 anni accusato dell’omicidio della ex compagna Anna Scala, 56enne di Vico Equense. La terza sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato la condanna all’ergastolo già pronunciata in primo grado dalla Corte d’Assise, al termine del processo per il femminicidio avvenuto il 17 agosto 2023 in un garage privato di Piano di Sorrento.

tribunale

Anna Scala uccisa con 17 coltellate: la ricostruzione

Secondo la ricostruzione dell’accusa, Ferraiuolo avrebbe deciso di uccidere la donna, l’avrebbe pedinata e poi aggredita in un luogo isolato, colpendola con un coltello. Dopo l’omicidio avrebbe inoltre tentato di nascondere il corpo senza vita nel bagagliaio dell’auto della vittima. Nella precedente udienza, la Procura generale di Napoli, rappresentata dal sostituto procuratore generale Carmine Esposito, aveva chiesto la conferma della condanna all’ergastolo. La difesa ha invece cercato di mettere in discussione la ricostruzione dell’accusa, facendo leva soprattutto sulla confessione dell’imputato.

Sentenza confermata

Ferraiuolo ha sostenuto di aver ucciso Anna Scala al culmine di una lite, dopo essere stato provocato con alcuni insulti. La Corte ha però ritenuto di confermare la sentenza di primo grado, sulla base della ricostruzione della Procura di Torre Annunziata e delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Sorrento. La relazione tra i due era terminata da alcune settimane, proprio a causa degli atteggiamenti violenti attribuiti al pescatore.

Un anno prima del delitto, infatti, Ferraiuolo aveva malmenato Anna Scala, facendole perdere alcuni denti. Pochi giorni prima della sua morte, la donna aveva inoltre denunciato ai carabinieri altre aggressioni, minacce e il danneggiamento della propria automobile. Durante la precedente udienza Ferraiuolo aveva chiesto nuovamente scusa alla famiglia della vittima attraverso alcune dichiarazioni spontanee.

I familiari di Anna Scala, assistiti dall’avvocato Salvatore Esposito, si sono costituiti parte civile, così come il Comune di Piano di Sorrento. In aula, al momento della lettura della sentenza, era presente anche Maria Svato, figlia di Anna Scala, che ha scelto di non rilasciare dichiarazioni. L’avvocato Esposito ha espresso soddisfazione per la decisione della Corte, definendo chiaro il quadro probatorio e sottolineando che, a suo giudizio, dall’imputato non sarebbe mai arrivato un segno di pentimento.

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ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2026 15:18

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