L’Ue contro Apple sullo streaming musicale. L’azienda per Bruxelles ha violato la concorrenza.

BRUXELLES (BELGIO) – L’Ue contro Apple sullo streaming musicale. A sorpresa Bruxelles ha concluso l’indagine, dopo la segnalazione di Spotify del marzo 2019, e confermato l’ipotesi di una violenza della concorrenza da parte dell’azienda con il suo Apple Store.

Secondo l’Autorità dell’Unione Europea, riportata dal Corriere della Sera, l’azienda ha deciso di applicare commissioni elevate agli sviluppatori e non dà la possibilità di comunicare agli utenti strade alternative per abbonarsi o rinnovare l’accordo firmato in passato. Una strategia che consente di aggirare la tassa.

L’indagine

L’indagine è stata aperta dall’Unione Europea dopo la segnalazione arrivata da parte di Spotify nel marzo 2019. Secondo quanto ricostruito dall’Autorità di Bruxelles, la multinazionale ha messo una tassa del 30% sui guadagni delle applicazioni che mettono a disposizione degli utenti contenuti digitali.

In caso di un rifiuto di questo accordo, le aziende non possono farsi pagare attraverso l’App Store e non possono sfruttare l’applicazione per comunicare offerte alternative e il modo in cui sottoscriverle. “Apple – ha precisato la vicepresidente Margrethe Vestager – non permette agli utenti di scegliere alternative più economiche nel mercato dello streaming musicale e distorce la concorrenza”. Nelle prossime settimane proseguiranno tutti gli approfondimenti del caso per avere maggiori informazioni su quanto accaduto ed eventualmente decidere di sanzionare l’azienda.

Apple
Fonte foto: https://www.facebook.com/apple

La difesa di Apple

Le accuse avanzate da Bruxelles sono state respinte da Apple attraverso una nota: “Le motivazioni della Commissione europea in merito a Spotify sono l’opposto della concorrenza leale. Spotify non paga ad Apple nessuna commissione su oltre il 99% dei suoi abbonati, paga solo una commissione del 15% sugli abbonati rimanenti acquisiti tramite l’App Store. Al centro di questo caso c’è la richiesta di Spotify che dovrebbe essere in grado di pubblicizzare offerte alternative sull’app iOs, una pratica che nessun negozio digitale al mondo consente“.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/apple


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