Milan, torna lo spettro di Antonio Conte alle spalle di Gennaro Gattuso. La squadra è costruita per il 3-5-2.

Piovono le prime critiche su Gennaro Gattuso, uno dei pochi reduci del Milan di mister Li, il condottiero che lo scorso anno ha trascinato la squadra fino alla qualificazione all’Europa League, obiettivo non facile da raggiungere dopo i pochi punti raccolti nella prima parte della stagione, quando alla guida del Milan c’era ancora Vincenzo Montella.

Milan, è Gattuso l’allenatore della rinascita?

Oggi però il Milan ha alzato l’asticella e qualcuno si domanda se possa davvero essere Gattuso l’allenatore della rinascita rossonera. I progetti di Elliott parlano di lotta per lo Scudetto e Champions League (il piano è triennale), obiettivi ambiziosi, difficili da raggiungere senza malizia e senza il coraggio di cambiare, quel coraggio che Gattuso non ha avuto in occasione della sfida contro il Napoli.

Gattuso è un buon allenatore, con ottime idee e una grandissima capacità nella gestione dello spogliatoio, ma un allenatore più navigato la partita contro il Napoli la portava a casa dopo il doppio vantaggio che aveva ammutolito lo stadio San Paolo.

Il 4-3-3 penalizza gli attaccanti di ruolo

I primi dubbi riguardano il modulo adottato da Gattuso, lo stesso che fu del primo Montella. È evidente che il 4-3-3 penalizzi la punta di ruolo, a prescindere dal nome e dalle caratteristiche. Può essere Bacca, Kalinic, André Silva o Gonzalo Higuain, il risultato non cambia: i palloni giocabili per il 9 sono pochi, pochissimi e non basta essere un fuoriclasse come il Pipita per cambiare le carte in tavola.

Un Milan da 3-5-2, quello di Antonio Conte

Con il recupero di Andrea Conti e l’acquisto di Laxalt il Milan sembra costruito apposta per giocare con il 3-5-2, il modulo caro a quell’Antonio Conte che da mesi aleggia intorno alla panchina rossonera.

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ultimo aggiornamento: 26-08-2018


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