Nei video pubblicati da Domani si vedono i pestaggi avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’autore dello scoop: “Un massacro, 4 ore di macelleria”.

Domani ha pubblicato i video dei pestaggi avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per i quali sono state emesse misure cautelari per 52 agenti. Il caso risale al mese di aprile del 2020. I detenuti dell’istituto penitenziario protestano anche per un sospetto caso di Covid e chiedono tutele e garanzie sulla propria salute. Le carte parlano di una manifestazione pacifica, senza scontri. Nonostante ciò, la repressione sarà durissima, come testimoniano i filmati pubblicati in esclusiva da Domani.

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I video dei pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

Nel filmato esclusivo di Domani emergono i pestaggi punitivi degli agenti contro i detenuti dell’istituto penitenziario Francesco Uccella. In uno dei filmati si vedono due detenuti in ginocchio che vengono presi a calci e pugni e vengono presi a manganellate. Si tratta di immagini dure. Alcuni detenuti vengono trascinati dopo essere caduti a terra. Sono immagini che sembrano confermare quanto emerge dalle comunicazioni tra i detenuti e i propri familiari. C’è chi parla di una mattanza, chi parla di massacro. Parole crude che trovano una conferma nelle immagini.

Le immagini sembrano lasciare poco spazio all’immaginazione e sembrano confermare la tesi della magistratura

L’autore dello scoop: “Nel carcere 4 ore di macelleria”

Il 5 aprile del 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere c’è una manifestazione pacifica […]. I detenuti avevano protestato perché mancavano acqua, dispositivi di protezione e perché c’era stato un caso sospetto di Covid […]”, ricostruisce Nello Trocchia, autore dello scoop di Domani. “Il 6 pomeriggio […] viene disposta una perquisizione straordinaria. 4 ore di pestaggi, 4 ore di macelleria. Centinaia di agenti entrano e massacrano di botte settanta o ottanta detenuti. Non c’era nessuna ragione per quella spedizione punitiva. Oggi pubblichiamo anche i video sperando che nessuno osi dire che non c’erano prove. Tutti siamo con la Polizia penitenziaria, nessuno al fianco di chi calpesta la carta costituzionale“, prosegue l’autore dello scoop.


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