Il piano di ripresa della Meloni dopo il Referendum, consiste in una serie di priorità provenienti da una lista apposita.
Come testimonia il suo stesso messaggio social da lei pubblicato, la Meloni dovrà necessariamente riprendersi dal Referendum appena trascorso. Per questo motivo, Il Sole 24 Ore ha riportato una serie di punti sulla quale la Premier vorrà presumibilmente lavorare attivamente.
Le questioni a cui pensare sono numerose, dalla legge elettorale passando per l’imminente incontro con i principali leader del governo. La carne al fuoco è tanta, e in un momento così complicato risulta ancora più difficile da maneggiare.

Il piano di ripresa della Meloni
La Premier ha formalmente già compiuto uno dei primi passi per attuare il suo piano di ripresa. Le dimissioni rassegnate da Delmastro e dalla Bartolozzi sono una dimostrazione evidente, così come quelle richieste indirettamente alla Santanchè, la quale a sua volta sembrerebbe opporre resistenza.
Inoltre, come riporta la stessa fonte citata, nella giornata di giovedì 26 marzo è previsto un incontro con le principali figure in carica al governo. Saranno presumibilmente convocati per questo vertice Tajani, Lupi e Salvini.
Il tanto atteso “Premierato” verrà inoltre posticipato dall’imminente scadenza dei vertici delle partecipate pubbliche. Un’altra questione delicata, è infatti rappresentata dai CdA delle Poste, di Eni, di Enel, della Leonardo, di Terna e di Enav.
Tra legge elettorale e dubbi sull’economia
Un altro aspetto piuttosto caro alla Meloni, riguarda la legge elettorale. Legge che è stata tuttavia bloccata da Mulè, il quale ha dichiarato come prima della fatidica data del 31 marzo sia necessario trovare un accordo con le opposizioni.
Sotto esame anche il decreto Bollette, il quale potrebbe non essere sufficiente in caso di prolungamento della guerra in Iran. Cosa decisamente da mettere in preventivo, a discapito di quanto sostenuto in precedenza dal presidente degli USA.