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Attentato Ranucci: Lavitola confessa di essere il mandante
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Attentato Ranucci, Lavitola confessa: “Sono il mandante, vi spiego perché”

il conduttore di Report Sigfrido Ranucci

Novità in merito all’attentato subito dal giornalista Sigfrido Ranucci con la confessione dell’amico Valter Lavitola sul piano.

Dopo l’arresto di Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato al giornalista e volto tv, Sigfrido Ranucci, avvenuto lo scorso ottobre, è arrivata anche la confessione del diretto interessato. A margine dell’interrogatorio di garanzia, Lavitola ha ammesso il proprio piano spiegando cosa l’abbia spinto ad organizzare tutto.

il conduttore di Report Sigfrido Ranucci con uno sfondo scuro
Sigfrido Ranucci – newsmondo.it

Attentato Ranucci: la confessione di Lavitola

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, durato più di cinque ore, Valter Lavitola avrebbe confermato davanti al giudice l’ipotesi della Procura di Roma, ammettendo di essere il mandante dell’attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci. A riferirlo è stato il suo difensore, l’avvocato Sergio Cola, spiegando che Lavitola avrebbe agito con l’intento di tutelare Ranucci, già destinatario di diversi tentativi di aggressione, e di favorire un rafforzamento della sua scorta.

Il legale non ha aggiunto dettagli sull’eventuale conoscenza, da parte di Ranucci, delle intenzioni di Lavitola, limitandosi a sottolineare di non poter fornire ulteriori informazioni. Ha inoltre riferito di aver richiesto un’attenuazione della misura cautelare. L’interrogatorio rappresenta il primo passaggio processuale successivo all’arresto e alla conseguente custodia in carcere. “Sono io il mandante dell’attentato a Ranucci, l’ho fatto per il suo bene“, sarebbero state queste le parole dell’uomo in merito ai fatti.

La posizione di Lavitola appare diversa da quella espressa dopo la perquisizione dello scorso luglio, quando aveva respinto le accuse e definito sconcertante l’ipotesi di un suo coinvolgimento nell’organizzazione dell’attentato. Intanto, gli investigatori stanno esaminando il materiale sequestrato, tra cui telefoni e computer, per acquisire elementi utili alla ricostruzione della vicenda e alla definizione del movente.

La posizione del giornalista e le indagini

Roberto De Vita, legale di Ranucci, ha accolto con durezza la versione fornita dalla difesa, ricordando che il giornalista è sottoposto a scorta ininterrottamente dal 2021 e che la sua notorietà è già molto elevata. Secondo il legale, quindi, il movente indicato da Lavitola risulterebbe difficilmente comprensibile. De Vita ha comunque distinto l’ammissione dalla successiva verifica della sua credibilità.

Nel fascicolo dell’inchiesta compaiono inoltre conversazioni che sembrano mostrare l’interesse di Lavitola per il futuro politico di Ranucci. In alcuni messaggi risalenti all’ottobre 2024, l’ex editore ne avrebbe esaltato le qualità, prospettandogli un possibile ruolo da leader nazionale e arrivando a immaginarlo impegnato in un futuro discorso di Capodanno, come figura di rilievo istituzionale.

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ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2026 8:24

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