La Premier Giorgia Meloni ha deciso di mandare un chiaro segnale agli italiani annunciando alcune mosse del Governo.
Un tetto al numero di studenti stranieri nelle singole classi, l’obbligo per i genitori di ragazzi stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico di imparare l’italiano e il divieto di burqa e hijab a scuola. Sono alcune delle misure annunciate da Giorgia Meloni che, dopo aver parlato a livello internazionale con riferimento a Russia e Putin, ha spiegato che un provvedimento con queste disposizioni sarà presto sottoposto all’esame del Consiglio dei ministri.

Le mosse di Giorgia Meloni: stranieri e divieti a scuola
La Presidente del Consiglio ne ha parlato dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. “Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe”, ha dichiarato Meloni, illustrando anche le altre misure previste.
Sul tema del velo e dell’abbigliamento a scuola, la premier ha motivato la posizione del governo facendo riferimento alla necessità che negli istituti si mostri il volto. “A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi”, ha affermato. E ha aggiunto: “La parità tra uomo e donna non è negoziabile”.
L’intelligenza artificiale e i social
Nel suo intervento Meloni ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale, guardando alla prossima campagna elettorale. Secondo la Presidente del Consiglio, gli strumenti basati sugli algoritmi potranno essere utilizzati per diffondere contenuti contro persone e protagonisti politici. Per questo ha invitato a non considerare automaticamente attendibili le informazioni che circoleranno nei prossimi mesi: “Non date automaticamente per buono nulla di quello che vedrete nei prossimi mesi”.
Infine, la premier ha parlato della proposta bipartisan sulla moratoria dell’uso dei social da parte dei minori, negando che il governo l’abbia bloccata. Meloni ha spiegato che l’esecutivo ha scelto di non intervenire direttamente perché il tema era già all’esame del Parlamento.
Secondo la Presidente del Consiglio, inoltre, una parte rilevante della responsabilità dovrebbe ricadere sulle piattaforme, chiamate a intervenire sui meccanismi che possono creare dipendenza tra i più giovani. Resta poi il nodo della verifica dell’età degli utenti senza imporre l’uso di un documento d’identità, ipotesi che Meloni ha definito una possibile “più grande schedatura dei cittadini mai immaginata”.