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John Eric Armstrong: il serial killer della Marina americana
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Il serial killer della Marina: la storia di John Eric Armstrong

Nave da guerra

La storia di John Eric Armstrong, ex marinaio statunitense condannato per cinque omicidi a Detroit. Le vittime, la cattura nel 2000 e le confessioni su altri delitti mai confermati.

Il 12 aprile 2000, la polizia di Detroit arrestò John Eric Armstrong, un ex marinaio americano di 26 anni, sospettato di aver strangolato diverse donne nell’area del Michigan. Le indagini avrebbero portato alla sua condanna per cinque omicidi, commessi tra il 1999 e il 2000.

Ma la vicenda assunse rapidamente una dimensione internazionale. Durante gli interrogatori, Armstrong raccontò di aver ucciso altre persone mentre prestava servizio sulla portaerei USS Nimitz, indicando luoghi come Hong Kong, Singapore, Thailandia e Hawaii.

Le sue dichiarazioni spinsero gli investigatori di diversi Paesi a riesaminare casi irrisolti. Tuttavia, soltanto cinque omicidi furono accertati giudiziariamente, mentre le presunte vittime internazionali rimasero al centro di indagini senza conclusioni definitive.

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Armstrong: i cinque omicidi di Detroit e l’errore che portò alla cattura

Nato il 23 novembre 1973 a New Bern, nella Carolina del Nord, John Eric Armstrong si arruolò nella Marina degli Stati Uniti nel 1992.

Prestò servizio sulla portaerei USS Nimitz dal 1993 fino al congedo nel 1999. Successivamente si trasferì a Dearborn Heights, vicino a Detroit, insieme alla moglie e al figlio, trovando lavoro come addetto al rifornimento degli aerei.

Il 3 dicembre 1999 morì Monica Johnson, 31 anni, una delle donne successivamente riconosciute come sue vittime.

Il 2 gennaio 2000, Armstrong segnalò personalmente alla polizia di aver individuato un cadavere nelle acque del Rouge River.

Si trattava di Wendy Jordan, 39 anni, strangolata e abbandonata nel fiume.

Gli investigatori trovarono sospetta la sua ricostruzione: dal punto indicato dall’uomo, infatti, sarebbe stato estremamente difficile individuare il corpo.

Le analisi genetiche permisero successivamente di collegarlo alla vittima.

Nel frattempo, Armstrong continuò ad aggredire donne che lavoravano nell’ambito della prostituzione.

Il 10 aprile 2000, la polizia scoprì altri tre cadaveri nei pressi di uno scalo ferroviario di Detroit. Le vittime erano Kelly Jean Hood, Robbin Brown e Rose Marie Felt.

Tutte erano state strangolate.

Decisiva fu anche la testimonianza di alcune persone sopravvissute agli attacchi. Tra queste figurava Wilhelmina Drane, una donna di 42 anni che era riuscita a sfuggire all’aggressore.

Le descrizioni fornite dalle sopravvissute, insieme alle prove scientifiche, permisero di identificare Armstrong.

Le confessioni internazionali e gli ergastoli senza libertà condizionale

Dopo l’arresto, Armstrong ammise il coinvolgimento negli omicidi di Detroit e raccontò di aver ucciso almeno altre undici persone durante gli anni trascorsi nella Marina.

Indicò presunti delitti a Seattle, nelle Hawaii, a Hong Kong, in Thailandia, a Singapore e in altri luoghi raggiunti durante il servizio militare.

Secondo alcune dichiarazioni raccolte dalla polizia, sosteneva di aver agito per un profondo odio verso le donne che si prostituivano.

Le autorità americane e gli investigatori internazionali esaminarono le sue confessioni, ma riscontrarono incongruenze nelle date e nelle circostanze raccontate.

Gli investigatori non riuscirono quindi a verificare tutti gli omicidi rivendicati dall’ex marinaio.

Il 8 marzo 2001, Armstrong venne riconosciuto colpevole dell’omicidio di primo grado di Wendy Jordan.

Il 3 aprile ricevette la prima condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.

Nel giugno 2001 arrivarono ulteriori verdetti e ammissioni di colpevolezza per gli omicidi delle altre quattro donne.

Complessivamente venne riconosciuto colpevole di due omicidi di primo grado e tre di secondo grado, ricevendo due ergastoli senza possibilità di libertà condizionale e ulteriori pene detentive.

Nel 2003, la Corte d’Appello del Michigan confermò le condanne, disponendo soltanto una nuova determinazione delle pene relative ai tre omicidi di secondo grado per un problema tecnico nella loro formulazione.

Il caso tornò all’attenzione del pubblico nel 2022, grazie alla serie documentaristica Twisted Killers.

Armstrong sta scontando una pena che non prevede la possibilità di ottenere la libertà condizionale.

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ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2026 19:57

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