Dopo il vertice di Amsterdam e una conferenza video tra gli Amministratori Delegati dei tre Gruppi emerge l’impegno condiviso di portare avanti l’Alleanza benché la Nissan rivendichi maggiore autonomia.

L’arresto di Carlos Ghosn ha scosso profondamente l’Alleanza Renault Nissan Mitsubishi. Il ‘caso’, però, è stato gestito in maniera leggermente diversa da ciascun Gruppo: la Casa della Losanga ha optato per una sostituzione ‘pro-tempore’ affidando le cariche ricoperte dal dirigente brasiliano a Thierry Bolloré; i due gruppi giapponesi, invece, hanno licenziato Ghosn a seguito di una votazione unanime in Consiglio d’Amministrazione. Anche per questo, si è reso necessario un vertice tra ciascuno dei gruppi alleati per fare il punto sulla situazione.

Il vertice di Amsterdam e la video conferenza

I contatti tra Renault, Nissan e Mitsubishi si sono dipanati in due modalità differenti. Hiroto Saikawa, Masuko Osamu e Thierry Bolloré – i CEO di, rispettivamente, Nissan, Mitsubishi e Gruppo Renault – hanno avuto un consulto in video conferenza. Nello stesso momento, altri rappresentanti dei tre marchi si sono riuniti ad Amsterdam. Al termine del ‘doppio vertice’, sul sito ufficiale del Gruppo transalpino è stato diffuso un breve comunicato stampa congiunto all’interno del quale si legge che “nel corso degli ultimi giorni, i Consigli d’Amministrazione di Gruppo Renault, Nissan Motor Co. e Mitsubishi Motors Corporation hanno tutti – individualmente e collettivamente – in modo convinto ribadito il proprio impegno nell’Alleanza“.

L’Alleanza” – si legge ancora nella nota del Gruppo della Losanga – “ha raggiunto successi senza precedenti nelle ultime due decadi. Restiamo pienamente impegnati nell’Alleanza“.

Renault-Nissan
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Renault-Nissan, nuova leadership a tre

L’obiettivo dei vertici Renault e Nissan era quello di dirimere alcuni punti critici in merito alla governance dell’Alleanza ed evitare lotte intestine che avrebbero potuto minarne la stabilità e le attività industriali. Gli altri punti all’ordine del giorno erano lo stato delle operazioni dell’Alleanza, la mobilità sostenibile e lo sviluppo delle operazioni in Russia.

Dal vertice di Amsterdam è emerso che l’Alleanza sarà portata avanti tramite una sorta di ‘guida a tre‘. Le cariche e le mansioni che fino a poche settimane fa erano di Carlos Ghosn verranno rilevate dai CEO di ciascun gruppo. Questo dovrebbe portare ad una gestione dei rapporti di forza più equilibrata, con grande soddisfazione della Nissan.

Saikawa Hiroto, CEO della Casa di Yokohama, si è espresso in maniera molto positiva in merito alla decisione di dirigere le operazioni dell’Alleanza in maniera paritaria. Saikawa, l’uomo che aveva puntato pubblicamente il dito contro Ghosn, aveva sottolineato come “i rapporti tra i gruppi non sono paritari, va dato maggior peso alla volontà della Nissan“. Anche l’altro ramo giapponese dell’Alleanza, la Mitsubishi, aveva espresso la volontà di ridiscutere la propria posizione per ritagliarsi una fetta più redditizia di mercato.

Non a caso, secondo una ricostruzione dell’AGI, l’arresto ex presidente Nissan sarebbe una sorta di ‘casus belli’ scatenato dalla stessa Casa giapponese per far valere la propria posizione all’interno dell’Alleanza; non a caso, la stampa nipponica sottolinea come il costruttore di Yokohama potrebbe mettere in discussione la clausola che impone la presenza di un dirigente Renault all’interno del proprio CdA.

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ultimo aggiornamento: 30-11-2018


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