Omicidio Khashoggi, chiesta l'incriminazione per undici sospettati

Omicidio Khashoggi, giornalista bruciato in un forno

Secondo quanto riportato da Al Jaazira il giornalista è stato bruciato in un forno nella residenza del console.

RIAD (ARABIA SAUDITA) – Le indagini sull’omicidio di Jamal Khashoggi non si fermano. Dall’Arabia Saudita hanno annunciato l’incriminazione di ben 11 persone, accusate di aver ucciso il giornalista dissidente saudita con una dose letale di droga. Il suo corpo sarebbe poi stato fatto a pezzi e portato fuori dall’ambasciata araba di Istanbul. Secondo la Procura – che dovrebbe chiedere per cinque fermati la pena di more – il principe bin Salman non era a conoscenza di questo piano anche la Turchia ha emesso due mandati di cattura per persone vicine all’ereditario. All’indagine tradizione si aggiunge quella dell’ONU che conferma di aver aperto un’inchiesta indipendente per scoprire chi ha ucciso il giornalista.

Secondo quanto riportato da Al Jaazira il corpo del giornalista sarebbe stato prima fatto a pezzi e poi bruciato in un forno capace di arrivare a temperature per fondere il metallo.

Omicidio Khashoggi, Riad: “È stato premeditato”

L’omicidio di Jamal Khashoggi è stato premeditato“. La notizia è stata riportata dall’agenzia araba Spa che cita l’ufficio del procuratore generale saudita. Le indagini non si fermano e proseguiranno nelle prossime settimane per cercare di individuare i responsabili del delitto e il corpo del giornalista dissidente che ancora non è stato trovato.

Omicidio Khashoggi, Riad ammette la premeditazione

L’ammissione della premeditazione di Riad cambia un po’ la prima ricostruzione fatta dagli inquirenti turchi. Dall’Arabia Saudita si è parlato di una morte dovuta ad una colluttazione ma le ultime notizie cambiano un po’ la situazione con l’uccisione – avvenuta all’interno dell’ambasciata saudita – che era programmata.

Le indagini proseguono e nei prossimi giorni ci potrebbero essere delle novità. I magistrati locali stanno interrogando i sospetti prima di trasferirli in Turchia dove ci potrebbe essere il processo. Da Ankara hanno fatto sapere che non c’è l’intenzione di trasferire la vicenda ad un tribunale internazionale: “Stiamo svolgendo – ha dichiarato il ministro degli Esteri turco – tutte le indagini necessarie per individuare i responsabili. Questo processo deve essere condotto in modo più chiaro e trasparente. Ancora dobbiamo dare risposta ad alcune domande come chi è il mandante dell’omicidio e dov’è il corpo di Khashoggi“.

Non si fermano i controlli da parte della task force saudita-turca che spera di avere delle risposte nel più breve tempo possibile sia per trovare il corpo del dissidente saudita ma anche per arrestare i responsabili di questo omicidio.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/rachid.rais3

ultimo aggiornamento: 04-03-2019

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