Arabia Saudita, attacco a raffinerie di petrolio. Washington contro Teheran

Attacco a raffinerie di petrolio in Arabia Saudita, gli Usa accusano l’Iran

L’Arabia Saudita ha subito un attacco con droni a due importanti raffinerie di petrolio. La rivendicazione è dei ribelli yemeniti.

GOLFO PERSICO – L’Arabia Saudita ha subito un attacco con droni a due delle più importanti raffinerie di petrolio del mondo.

La rivendicazione dei ribelli yemeniti

La paternità dell’attacco sarebbe dei ribelli Al Masirah. In una dichiarazione trasmessa dalla televisione, un portavoce militare degli Houthi ha minacciato altri attacchi simili in futuro, se le forze saudite continueranno il loro intervento militare in Yemen, dove dal 2015 Riad è impegnata nell’ambito di una coalizione araba nei bombardamenti contro le milizie filo-iraniane e a sostegno del governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi.

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Le raffinerie di petrolio dell’Arabia Saudita

L’attacco ha colpito due strutture della compagnia petrolifera saudita Aramco, tra le più importanti non solo per Riad ma per l’industria energetica globale. Giganteschi incendi si sono sprigionati quando gli ordigni sganciati dai velivoli senza pilota – una decina secondo la rivendicazione degli stessi Houthi – si sono abbattuti nelle prime ore di sabato sulla raffineria di Abqaiq, la più grande del mondo, e sul giacimento di Khurais. La prima con una capacità di raffinazione di 7 milioni di barili al giorno, il secondo con estrazioni di 1 milione di barili al giorno. L’Arabia Saudita ha momentaneamente interrotto la produzione di petrolio ma ha comunicato che gli incendi sono sotto controllo e che non risultano vittime.

Stati Uniti, accuse all’Iran

Nel frattempo, gli Stati Uniti accusano direttamente l’Iran. Nonostante la rivendicazione dei ribelli yemeniti alleati dello Repubblica islamica, il segretario di Stato Usa Pompeo ha detti che “non c’è alcuna prova che gli attacchi siano arrivati dallo Yemen“, accusando direttamente Teheran. L’Iran respinge le accuse di Washington. “Tali accuse e osservazioni sterili e indiscriminate sono incomprensibili e insensate“, dichiara il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Abbas Mousavi, suggerendo che sarebbero un pretesto per giustificare “azioni future” contro il Paese persiano.

ultimo aggiornamento: 15-09-2019

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