La polizia francese ha arrestato un uomo in relazione all’attentato di Nizza, compiuto da Brahim Aissaoui. Si tratta del terzo fermo da giovedì.

NIZZA – La polizia d’Oltralpe ha arrestato un uomo nell’inchiesta dell’antiterrorismo francese sull’attentato di giovedì alla basilica Notre-Dame de l’Assomption. Lo riferiscono fonti giudiziarie. Altri due individui sospettati di aver avuto contatti con il terrorista sono stati fermati negli ultimi giorni.

Nizza, la famiglia dell’attentatore

Dall’inchiesta affidata all’antiterrorismo assume intanto contorni più precisi il profilo del killer, Brahim Aissaoui, tunisino di 21 anni passato dall’Italia prima di raggiungere la Francia non prima del 25 ottobre. Il ragazzo, ha raccontato la madre dalla loro casa in un quartiere popolare di Sfax, ha avuto un’adolescenza turbolenta tra droga e alcol ma da due anni era cambiato: aveva cominciato a recitare le preghiere islamiche e si era chiuso in sé stesso. “Andava da casa al lavoro, non usciva e non si mischiava più con gli altri“, ha detto la donna.

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Brahim Aissaoui, il precedente del 2016

Brahim Aissaoui aveva già accoltellato un uomo in Tunisia. I fatti risalgono al 2016, quando aveva 17 anni, nella città tunisina di Thyna, nel governatorato di Sfax. Il 21enne fu arrestato e finì in carcere.

La rivendicazione dalla Tunisia

La procura antiterrorismo di Tunisi ha aperto un’indagine sulla presunta esistenza del gruppo “Al Mahdi nel sud della Tunisia” e sul suo potenziale coinvolgimento nell’attacco terroristico di Nizza. L’avvio dell’inchiesta nasce in seguito a un post sui social di un uomo che afferma di appartenere alla rete terroristica e che ha rivendicato la responsabilità del gesto.


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