Borse 31 marzo, Piazza Affari guadagna lo 0,05 per cento. Lo spread stabile in area 96 punti.

MILANO – Borse 31 marzo. L’ultima seduta del mese non ha dato particolari segnali positivi nel Vecchio Continente. Il rischio di un nuovo lockdown e la ripresa economica più lenta continuano a pesare sui listini. Andamento destinato ad essere positivo, invece, in America. La spinta decisiva è arrivata dall’annuncio della Casa Bianca di 2mila miliardi di dollari di investimenti in un orizzonte di otto anni. Di questi 620 saranno utilizzati per il trasporto.

Borse 31 marzo, Piazza Affari in positivo

Piazza Affari ha concluso il mese in positivo. Milano in questa ultima seduta ha guadagnato lo 0,05%, confermandosi la migliore nel Vecchio Continente. In crescita anche Francoforte (+0,02%), mentre Londra e Parigi hanno registrato un rosso rispettivamente dello 0,83% e dello 0,34%.

La giornata dei mercati si era aperta con la chiusura in negativo dei mercati asiatici. Tokyo ha lasciato per strada lo 0,86%. Male anche Hong Kong (-0,64%), Seul (-0,28%) e Shanghai (-0,43%). Un trend che non dovrebbe essere confermato nella quarta giornata dei mercati. La spinta arrivata da Biden, infatti, molto probabilmente porterà in positivo i mercati. I fari sono puntati naturalmente su Wall Street. La Borsa americana in questa seduta ha terminato in modo contrastato. Il Dow Jones ha lasciato per strada lo 0,26%, mentre il Nasdaq ha guadagnato l’1,54%.

Wall Street
Wall Street

I mercati in tempo reale

Spread stabile

Lo spread ha concluso ancora in area 96 punti. Un trend che sembra confermare le incertezze dell’economia, ma la presenza di Draghi a Palazzo Chigi continua ad essere una sicurezza.

L’euro ha chiuso ancora sotto i 1,18 dollari. La moneta europea è passata di mano a 1,1742 dollari e 129,68 yen. Per quanto riguarda il petrolio, chiusura contrastata del prezzo del gregge. Il Brent ha perso lo 0,44 dollari al barile chiudendo a 63,86 dollari. In risalire, invece, il contratto Wti, in scadenza a maggio, che ha guadagnato lo 0,44 a 63,86 dollari al barile.


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