La storia del caso Gregoretti: dal no allo sbarco dei migranti al processo a Catania. Tutto quello che c’è da sapere.

ROMA – Sabato 3 ottobre 2020 inizierà il processo nei confronti di Matteo Salvini a Catania sul caso Gregoretti. Una vicenda che ha tenuto banco per diverso tempo a livello politico nel nostro Paese.

Il caso Gregoretti

Il caso Gregoretti risale al luglio 2019 quando Matteo Salvini era al Governo come ministro dell’Interno. La richiesta dello sbarco dei 116 migranti a bordo della nave della Guardia Costiera non è stata accettata dal Viminale con i profughi che sono rimasti per giorni in mare.

Il no del leader di via Bellerio, almeno secondo quanto riferito dallo stesso Salvini, è stato condiviso dall’interno Governo. Nonostante questo, le indagini sono andate avanti con la Procura di Catania che ha deciso di presentare una richiesta di autorizzazione a procedere al Senato. L’ex ministro è accusato di sequestro di persona, arresto illegale e abuso di ufficio.

Il voto in Senato

Il secondo passaggio chiave del caso Gregoretti è il voto in Senato. Una vicenda molto simile alla Diciotti, ma in questo caso la maggioranza ha deciso di autorizzare il processo nei confronti di Matteo Salvini. La differenza? Nel primo caso al Governo c’era la Lega con il M5s, nel secondo la maggioranza era formata dai grillini e dal Pd.

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Il processo a Catania

Il terzo passaggio chiave del caso Gregoretti è il processo a Catania. L’udienza preliminare è stata fissata per il 3 ottobre 2020 quando il giudice dovrà decidere se chiedere un rinvio a giudizio, ulteriori approfondimenti o l’archiviazione del caso.

Cosa rischia Salvini

In caso di rinvio a giudizio, Matteo Salvini dovrà affrontare un processo con rito ordinario. Una condanna potrebbe portare alla sospensione o decadenza della carica di senatore, come previsto dalla legge Severino.

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