La storia di Daniel Camargo Barbosa, condannato in Colombia, evaso dal carcere di Gorgona e arrestato in Ecuador dopo una lunga serie di omicidi.
Quando Daniel Camargo Barbosa venne arrestato in Ecuador nel 1986, le autorità scoprirono che quell’uomo era già stato condannato in Colombia ed era considerato morto dopo una fuga apparentemente impossibile.
Nel maggio 1974 era stato fermato a Barranquilla per la violenza sessuale e l’omicidio di una bambina di nove anni. La condanna iniziale a trent’anni venne ridotta a 25 e, nel dicembre 1977, Camargo fu trasferito nel penitenziario dell’isola di Gorgona, al largo della costa pacifica colombiana.
Nel novembre 1984 riuscì a lasciare l’isola a bordo di una piccola imbarcazione. Le autorità lo ritennero morto in mare, ma poche settimane dopo raggiunse l’Ecuador e ricominciò a colpire.

Il Killer Daniel Camargo Barbosa: le sparizioni lungo la strada per Daule
Dall’inizio del 1985, nella zona di Guayaquil cominciarono a essere ritrovati i corpi di ragazze e giovani donne. Diversi resti emersero nelle aree allora isolate lungo la via a Daule, mentre le sparizioni provocarono paura e portarono anche alla chiusura di numerose scuole serali.
Secondo la ricostruzione investigativa, Camargo avvicinava le vittime fingendo di dover consegnare denaro a un pastore evangelico. Chiedeva loro di accompagnarlo, promettendo un compenso o la possibilità di ottenere un lavoro, e le conduceva verso zone boschive.
Il 26 febbraio 1986 venne arrestato a Quito. Dopo il fermo ammise la propria identità e confessò numerosi omicidi, accompagnando successivamente gli investigatori nei luoghi in cui aveva abbandonato alcuni corpi.
Il numero controverso delle vittime e la morte in carcere
Il numero esatto delle vittime di Camargo non è stato determinato in maniera uniforme. Un resoconto contemporaneo di El País riferì che aveva confessato 71 omicidi di ragazze e giovani donne. Mentre altre ricostruzioni giornalistiche parlano di 35 casi attribuiti alla sua attività in Ecuador o propongono stime molto più elevate.
La cifra di 71 deve quindi essere presentata come numero confessato, non come totale definitivamente provato da singole sentenze. Nel 1988 Camargo venne condannato in Ecuador a 16 anni di reclusione, la pena massima prevista allora dal sistema giudiziario del Paese.
Non terminò di scontarla. Il 13 novembre 1994, quando mancavano pochi mesi alla possibile scarcerazione, fu ucciso da un altro detenuto nel penitenziario García Moreno di Quito.
La sua morte chiuse il percorso giudiziario, ma non permise di identificare tutte le vittime né di stabilire con certezza il numero complessivo dei delitti commessi tra Colombia ed Ecuador.