È polemica sul decreto sulla detenzione delle armi

Nuovo decreto sulla detenzione delle armi: le novità in vigore con il nuovo provvedimento.

È entrato in vigore – tra le polemiche – il nuovo regolamento sul possesso e l’acquisto delle armi, ossia il decreto legislativo 104 (il testo sul nuovo decreto sulla detenzione delle armi). Seguendo le indicazioni di una direttiva europea, il governo italiano  ha modificato, tra le altre, le norme sulla quantità di armi che ogni individuo può detenere e i termini della durata delle licenze per i cacciatori e per chi spara al poligono. Con il nuovo decreto inoltre decade l’obbligo di avvertire i conviventi sulla presenza di armi da fuoco all’interno dell’abitazione.

Decreto detenzione armi: le novità

Il numero di armi che gli sportivi possono detenere passa da sei a dodici, mentre diminuisce di un anno (da sei a cinque) la durata delle licenze per il porto d’armi a scopo sportivo o per uso di caccia. Tra le novità più discusse introdotta dal decreto c’è quella di effettuare la denuncia di detenzione anche attraverso una mail che dovrà essere inviata da un apposito portale telematico. Con il nuovo provvedimento, saranno considerati tiratori sportivi non solo gli iscritti alle varie federazioni del CONI ma anche i detentori di una tessera del tiro a segno nazionale o dei poligoni privati. Il decreto aumenta dunque i potenziali acquirenti di pistole ma anche di fucili.

Decreto detenzione armi
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Nuovo decreto sulla detenzione delle armi: le accuse a Matteo Salvini

Il decreto è stato accompagnato da una lunga serie di polemiche che hanno visto coinvolto Matteo Salvini, accusato di favorire le lobby delle armi a discapito della sicurezza della popolazione. I critici hanno fatto menzione del documento con il quale il leader del Carroccio, in campagna elettorale, si impegnava a rendere poco restrittiva la normativa europea. I sostenitori del decreto fanno invece sapere che è stato fatto il possibile per evitare la diffusione massiccia delle armi all’interno del paese. Dal governo fanno inoltre sapere che il decreto dovrà essere calato all’interno della nuova normativa che regolamenterà la legittima difesa e assicurano che l’Italia non si trasformerà nel far west.

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ultimo aggiornamento: 15-09-2018

Nicolò Olia

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