Il 5 maggio 2000 scompare Gino Bartali, uno dei più grandi ciclisti di sempre. Ginettaccio ha vinto due Tour e tre Giri d’Italia.

Gino Bartali è morto il 5 maggio 2000. Il campione del ciclismo si spegneva vent’anni fa a Firenze, a causa di un attacco di cuore. Aveva 85 anni.

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La carriera di Bartali

Nato a Ponte a Ema, in provincia di Firenze, il 18 luglio 1914, Gino Bartali inizia a correre in bicicletta a livello professionistico nel 1934: due anni più tardi approda al Legnano e vince subito il Giro d’Italia. Vittoria bissata l’anno successivo mentre al Tour de France c’è il ritiro per un brutto infortunio: nel 1938, il regime fascista gli impone di non disputare la gara a tappe nazionale per concentrarsi sulla Grande Boucle: Gino Bartali vince la maglia gialla… Poi arriva la guerra e anche il ciclismo è costretto a fermarsi. Nel 1948, ben oltre la trentina, Ginettaccio vince nuovamente il giro transalpino. In contemporanea, l’Italia è sull’orlo della guerra civile a causa dell’attentato a Togliatti: la vittoria del campione toscano aiuta a distendere gli animi…

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Campione oltre lo sport

A Gino Bartali sono collegate alcune vicende che sono assurte a un significato politico e non solo per la società italiana. Come storicamente noto, la seconda vittoria al Tour de France avvenne durante i drammatici momenti dell’attentato a Togliatti. Più avanti, fu resa nota l’attività di Gino Bartali durante la guerra atta a favorire il salvataggio di molti ebrei perseguitati dai nazisti: utilizzando la sua notorietà, Bartali trasportò nella sua bicicletta documenti fondamentali per la fuga dei perseguitati ebrei. Nel 2013, dopo la morte sopraggiunta nel 2000, Israele lo ha dichiarato “Giusto tra le nazioni“.

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ultimo aggiornamento: 05-05-2020


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