Il cognato di Donnarumma: “Sta male per la situazione, vorrebbe restare al Milan”

Carmine Paoletti, cognato di Donnarumma, ha raccontato la verità sul momento del portierone e sulla scelta di non rinnovare con il club rossonero.

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Cognato Donnarumma: “Gigio piange e sta male. Prima il grande strappo della scorsa settimana, poi i segnali di riavvicinamento. La verità intorno alla vicenda di Gigio Donnarumma e del suo rinnovo col Milan è più ingarbugliata che mai. Per cercare di fare chiarezza, ilMilanista.it ha intervistato il cognato di Donnarumma, Carmine Paoletti, che la scorsa settimana tramite Instagram aveva attaccato i tifosi per la dura reazione nei confronti di Gigio: “Non pensavo che le mie parole potessero avere tanto peso, è stata una reazione istintiva quando ho visto attaccare duramente mio cognato, che conosco da quando aveva otto anni, da coloro che prima lo osannavano. Ho assistito alle sue recite da bambino, ero accanto a lui quando ha pianto di gioia realizzando il sogno di giocare in Serie A nel club che porta nel cuore, e ora lo vedo piangere e star male. Non ho pensato neanche per un istante di mettermi contro una società che ha fatto la storia del calcio. Nonostante io sia tifoso del Napoli nutro grande rispetto per il club rossonero, ma sono un essere umano. D’altronde non sono un personaggio pubblico, non pensavo a tutta questa risonanza mediatica. Ora arrivano addirittura minacce di morte nell’attività che la mia famiglia gestisce da quattro generazioni“.

Cognato Donnarumma: “Gigio non vuol lasciare il Milan”

Il pasticcere Carmine prosegue quindi rivelando: “La verità è che Gigio non ha mai detto di voler lasciare il Milan. Ha semplicemente chiesto tempo prima di decidere del suo futuro visto che voleva contentrarsi sulla Nazionale. È stato il Milan a dargli l’ultimatum: voleva una decisione nell’immediato. Da lì è partita la reazione mediatica, ma è stata una cosa molto forzata. Ecco perché io ho avuto quello sfogo. Gigio non vuole andar via, era tranquillo del suo contratto in essere ancora per un anno. So per per certo che non ha neanche mai chiesto a Raiola se ci fossero altri club interessati a lui: ha sempre visto solo il Milan nel suo futuro. Ogni sera facciamo la solita videochiamata: vedere i suoi occhi tristi negli ultimi giorni mi ha fatto tanto male. Aveva le lacrime agli occhi e mi ha detto: ‘Mi stanno massacrando gratuitamente’. Fa male vederlo così“.

Una questione di cuore

Non è mai stata una questione di soldi“, prosegue il cognato di Donnarumma, “per fortuna la nostra famiglia ha sempre lavorato duro e il piatto a tavola l’ha sempre messo. Gigio è stato il calciatore meno pagato del club la scorsa stagione, eppure non ha mai battuto ciglio. È talmente giovane che ha ancora tutta la carriera davanti, e al denaro non ci pensa. E in più non saprebbe neanche come spendere ora i suoi soldi, visto che ha paura anche di viaggiare. La sua vita è tra i pali, a difesa della porta, e sperava fosse quella rossonera. È il suo unico pensiero“. Una tesi in linea con il comportamento di Gigio negli scorsi mesi: “Ha baciato la maglia perché era quello che sentiva, e di certo non lo rinnega. Ma investirlo del titolo di bandiera dopo solo un anno da titolare alla sua età mi sembra un carico eccessivo. A volte si porta tutto all’esasperazione“.