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Legge elettorale, via libera del Senato e protesta delle opposizioni: “Truffa”

Senato

Il via libera alle legge elettorale. C’è il sì di Palazzo Madama alla riforma voluta dal centrodestra. Il provvedimento passa alla Camera.

La riforma della legge elettorale supera il primo passaggio parlamentare. L’Aula del Senato ha infatti approvato il provvedimento con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astensioni. La legge, voluta dal centrodestra, passa ora all’esame della Camera. Poco prima del voto finale non è mancata la protesta delle opposizioni: alcuni senatori hanno mostrato in Aula dei cartelli con la scritta “no alla legge truffa”.

Elisabetta Alberti Casellati
Elisabetta Alberti Casellati

Legge elettorale: via libera del Senato

Come detto, l’Aula del Senato ha approvato il provvedimento sulla legge elettorale con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astensioni. Immediate le reazioni. A commentare per primo il via libera di Palazzo Madama è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha parlato di “un grande passo avanti”. La Russa ha poi precisato di voler mantenere una posizione super partes rispetto allo scontro politico sulla riforma. “Senza parteggiare né per gli uni né per gli altri, io questa legge elettorale la vedo come la possibilità di competere per tutti. Questo penso che sia il miglior commento da parte mia”, ha dichiarato.

Di segno opposto le parole pronunciate in Aula dal presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. “Non vi salverete con una legge elettorale truffa”, ha affermato, criticando l’impostazione della maggioranza. Nel suo intervento Boccia ha richiamato anche la narrazione politica costruita negli anni da Giorgia Meloni intorno alla figura dell’“underdog”, sostenendo che la vera prova per chi raggiunge il successo sia il modo in cui gestisce le regole. Secondo il senatore, una legge elettorale corretta dovrebbe essere accettabile anche da chi sa che potrebbe favorire la vittoria degli avversari. Da qui la sua distinzione tra “scrivere una regola” e “costruirsi una convenienza”.

A difendere la riforma è intervenuto anche il senatore della Lega Andrea Paganella, che ha collegato il provvedimento alle prospettive politiche del centrodestra. “Vinceremo con Giorgia Meloni e con Matteo Salvini che finalmente tornerà a occuparsi di sicurezza e immigrazione al Viminale”, ha scandito, aggiungendo che a suo giudizio a Salvini sarebbe stato impedito di farlo da “un complotto giuridico e mediatico”.

Gli step successivi: si attende il passaggio alla Camera

Dopo l’approvazione in Senato, la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati è stata interpellata sull’eventualità che alla Camera venga posta la questione di fiducia. La sua risposta è stata prudente: “Non lo so, facciamo un passo alla volta. Le legge è stata approvata qui”.

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ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2026 14:25

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