Milan, l'attacco non gira ancora: Piatek e la sua "estate amara"

Milan, l’attacco non gira ancora: Piatek e la sua “estate amara”

Krzysztof Piatek è osservato speciale in casa Milan. Il Pistolero non si è ancora sbloccato: 0 gol in 6 gare. La Gazzetta descrive questa maledizione estiva

Creare allarmismi subito dopo Ferragosto sarebbe francamente eccessivo. Le amichevoli estive, però, servono ad allenatori e addetti ai lavori per fare il punto della situazione sulle squadre che si apprestano a vivere la nuova stagione. In merito al Milan, l’impressione netta è che in attacco si nascondano i problemi più grandi. Krzysztof Piatek, infatti, sembra un lontano parente del calciatore che tra gennaio e marzo scorsi ha letteralmente messo a ferro e fuoco le difese avversarie in maglia rossonera. La Rosea, nel numero di oggi, spiega così il suo calvario estivo.

Milan, la maglia numero 9 sta iniziando a pesare…

Si sbloccherà presto, ripetevano tutti partita dopo partita, osservando un Milan capace non solo di tenere testa, ma di mettere in difficoltà avversarie come Bayern, Benfica e United. Con un impianto di gioco simile per un centravanti come lui sarà la festa del gol, era il pensiero comune“.

Il copione però è stato molto diverso dalle attese e adesso quella scaramanzia a cui lui assicura di non credere si riaffaccia prepotentemente nell’immaginario dei tifosi. La maledizione del numero 9, quel numero fortissimamente voluto che Kris si è appena messo sulle spalle con un orgoglio smisurato ma che sta già iniziando a pesare“.

Krzysztof Piatek
Krzysztof Piatek

Milan: i movimenti di Piatek sono ancora in ritardo

Sono passate sei partite e il Pistolero non ha mai lasciato traccia nei tabellini. Alcune buone occasioni sprecate per una inusuale mancanza di cattiveria, un gol annullato in Kosovo e tanto movimento a vuoto. Movimenti diversi rispetto alla scorsa stagione, quelli che gli chiede Giampaolo. Lo abbiamo visto più di una volta proporsi in profondità sulle fasce, altre agire di sponda con le spalle alla porta, e probabilmente fin qui è mancata la caratteristica che lo rende davvero letale: la presenza in area“.

Il resto l’ha fatto il nuovo impianto di gioco, a cui Piatek deve ancora abituarsi. Anche l’altra sera a Cesena in più di una circostanza la situazione è apparsa chiara: sui suggerimenti in verticale di Suso o Calhanoglu il polacco si muoveva con una frazione di ritardo, arrivando secondo sul pallone“.

ultimo aggiornamento: 19-08-2019

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