MotoGP, l’analisi del Gran Premio d’Italia. Quartararo lancia un segnale in chiave Mondiale. Ma al Mugello non si doveva correre.

ROMA – Il Gran Premio d’Italia non doveva disputarsi dopo l’incidente di Jason Dupasquier. Il grave incidente nelle qualifiche e le condizioni molto grave del pilota svizzero dovevano portare la Dorna a fermare il weekend anche nel rispetto dell’elvetico.

Una posizione condivisa da molti piloti. Alla fine, però, si è deciso di andare avanti e far disputare un Gran Premio in un ambiente molto triste e, soprattutto, con i protagonisti che hanno dovuto mettere da parte la tristezza e la paura per l’incidente di Dupasquier.

Quartararo si candida per il titolo iridato

Parlando del weekend, Fabio Quartararo ha sfruttato un weekend non fortunato per la Ducati per lanciare un chiaro messaggio ai rivali: il favorito per il titolo è lui ma c’è bisogno di continuità per conquistare il primo titolo iridato nella classe regina.

In casa Yamaha da segnalare un fine settimana molto complicato per Vinales (ottavo) e Morbidelli (sedicesimo). Buon decimo posto per Valentino Rossi. Il Dottore è riuscito a conquistare il miglior piazzamento della stagione.

Rossi Valentino
Rossi Valentino

Ducati e Honda in difficoltà, bene la Suzuki

Come detto, la Ducati non è stata fortunata. Un fine settimana molto complicato per la Rossa con il solo Bagnaia che era in grado di mettere in difficoltà Quartararo. Un errore, però, non ha permesso al torinese di concludere la gara e rimanere attaccato a Fabio Quartararo. Ancora in difficoltà le Honda. Il migliore è stato Pol Espargaro, dodicesimo. Marc Marquez non ha concluso la sua gara.

In netta ripresa la Suzuki. Il terzo posto di Joan Mir potrebbe essere visto come un punto di partenza per il futuro e in chiave Mondiale. Per quanto riguarda la scuderia serve un ulteriore passo di Rins per riuscire ad ottenere risultati importanti tra i Costruttori.


Non ce l’ha fatta Jason Dupasquier, la Procura apre un’inchiesta sulla morte

Formula 1, orari e info streaming del GP d’Azerbaigian