Ranieri parla del caso Donnarumma: “Sto con lui e Raiola, è ridicolo parlare di tradimento”

Il tecnico testaccino, che pochi giorni fa è stato presentato al Nantes, ha parlato della più calda vicenda delle’state rossonera.

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Nel corso di una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Claudio Ranieri, attuale tecnico del Nantes ed ex di Leicester, Roma e Juventus, ha parlato così del caso Donnarumma in questi termini: “Io sto con Donnarumma e Raiola. Non c’entrano niente i soldi. Ed è ridicolo parlare di tradimento. Il nocciolo del problema è che il giocatore rinnoverà il contratto con il Milan solo se crederà al progetto di rilancio presentato dai nuovi proprietari del club rossonero. Raiola tempo fa aveva detto: ‘Un talento come Donnarumma merita di far parte di una grande squadra’. Il Milan oggi vale cinque o sei formazioni leader del calcio europeo? I soldi non c’entrano. L’offerta economica dei dirigenti rossoneri è ottima. È una questione di ambizioni. Di percorso professionale. Se Donnarumma, che so, dovesse andare al Real Madrid nei prossimi dieci anni di carriera potrebbe vincere due o tre Champions, giusto? È normale che abbia dei dubbi. È giusto che abbia dei dubbi. Invece lo accusano di essere un traditore. Se deciderà di restare al Milan il suo sarà un grande atto di amore nei confronti del mondo rossonero“.

Ranieri: “Ben vengano i cinesi, ma non devono diventare padroni

Il tecnico testaccino si è anche soffermato sull’ingresso nel calcio europeo di proprietà cinesi: “Sono contento che il governo cinese abbia posto dei limiti all’operazione calcio. Non sono contrario ad aprire le porte ai nuovi ricchi. Ponendo, però, qualche paletto. I cinesi sono proprietari di Milan e Inter, e leggo di interessamenti per altri club. Ci lasciamo comprare tutta la Serie A? Negli altri Paesi i grandi imprenditori diventano partner, non padroni. In Spagna le squadre simbolo, cioè Real Madrid e Barcellona, hanno come riferimento i tifosi-soci. In Germania non hanno bisogno dei soldi cinesi. Noi siamo economicamente deboli e quindi troppo vulnerabili“.