Caos rimborsi M5s, Renzi attacca Di Maio: “Mi ricorda Craxi che definiva Chiesa un mariuolo”

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Il segretario del Pd, Matteo Renzi, parte all’attacco nei confronti di Di Maio e del Movimento 5 stelle, alle prese con lo scandalo ‘rimborsopoli’.

Il Movimento 5 stelle, nel pieno della campagna elettorale, si ritrova con una scottante gatta da pelare: quella relativa a un buco clamoroso (oltre il milione di euro) sui rimborsi paventati dai deputati e senatori. Intervenuto sulla questione ai microfoni di ‘Otto e mezzo’, su La7, il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha attaccato: “Di Maio che parla di mele marce ricorda Bettino Craxi che aveva definito Mario Chiesa ‘un mariuolo’. Quello che sta accadento da tra i cinquestelle è impressionante, si sono trasformati in un’arca di Noè che sta imbarcando truffatori, scrocconi, riciclati e massoni. Querelatemi se dico il falso. Altro che mele marce, sono un’ortofrutta“.

Renzi attacca Di Maio e Grasso

Ma non solo il Movimento 5 stelle finisce nel mirino di uno scatenato Renzi. Anche Pietro Grasso, presidente del Senato, è stato attaccato dal leader dei dem: “La sua proposta di riconvocare l’ufficio di presidenza per ripristinare il tetto agli stipendi dei funzionari di Palazzo Madama? Una presa in giro da parte di chi tra le alte cariche dello Stato è l’unico a non aver aderito al tetto. Si chiama tetto Renzi perché lo abbiamo introdotto noi del Pd. Lui ha un conto da pagare con noi, non ha mai versato le somme per le quali si era impegnato“.

Renzi: “Salvini senza credibilità

Da sinistra a destra, Renzi non lesina accuse anche a Salvini: “Non ha credibilità, in Europa è avvertito come un pericolo. Berlusconi che promette 600mila rimpatri non ci crede neanche lui. Però almeno lui ha una credibilità in Europa, è riconosciuto nel Ppe. Non so come possa stare con la Lega e inseguire Salvini sugli immigrati. Berlusconi e Salvini dicono che il fascismo è morto? Mi sembrano frasi poco responsabilità. Il fascismo è morto come esperienza di governo di Mussolini, ma Luca Traini che ha sparato alla sede del Pd è un fascista. Il fascismo è morto, ma i fascisti ci sono ancora“.

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ultimo aggiornamento: 13-02-2018

Mauro Abbate