Nel 2026, un liceo di New York introdurrà Sally, un robot umanoide con le sembianze di una giovane donna e una personalità programmata per insegnare materie STEM. Sebbene possa apparire come un’innovazione affascinante per rendere l’apprendimento più dinamico, l’uso di un simulacro antropomorfo solleva dubbi sulla svalutazione della figura del docente umano, riducendo potenzialmente l’insegnamento a una mera erogazione di dati e contenuti.
In questa puntata de “Il punto”, Elisa Garfagna analizza come l’educazione non è un semplice servizio clienti da ottimizzare, ma un processo umano complesso basato su intuizione, pensiero critico e gestione del fallimento. Mentre la macchina può spiegare perfettamente un’equazione, la passione per la conoscenza e la sensibilità nel comprendere le fragilità di uno studente rimangono prerogative squisitamente umane che nessun algoritmo può realmente sostituire.