Dopo l’accordo raggiunto per superare lo shutdown, il presidente Trump dichiara lo stato d’emergenza. Obiettivo: ottenere i finanziamenti per il muro.

WASHINGTON (USA) – Gli Stati Uniti provano a superare lo shutdown più lungo della storia, durato 35 giorni. Il Congresso americano, infatti, ha raggiunto al Senato un’intesa bipartisan con 83 voti favorevoli e 16 contrari. Il testo è stato approvato anche dalla Camera.

Poco dopo l’accordo il presidente Donald Trump ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale al confine con il Messico: “Non è una questione di promesse elettorale – sottolinea il presidente americano – ma di sicurezza. E dire che il muro non funziona è una bugia. Siamo di fronte a un’invasione di persone, droga, criminali e questo è inaccettabile“. Con questa scelta la Casa Bianca è pronta a ricevere 8 miliardi di dollari per la costruzione del muro.

Una scelta che è destinata a far discutere tanto che i democratici sono pronti a presentare una legge per bloccare la dichiarazione di emergenza. Ma per avere il via libera bisogna cercare di ottenere il consenso di metà dei repubblicani.

Il compromesso

I due partiti hanno raggiunto un compromesso: i repubblicani hanno ceduto sui fondi per il muro con il Messico (1,3 miliardi contro i 5,7 richiesti) mentre i democratico sono arretrati sulla loro richiesta di ridimensionare nettamente il numero di posti letto per la detenzione dei migranti, che passeranno dagli attuali 49 mila a 40 mila.

Gli interessi delle sue parti

I due partiti americani hanno raggiunto un compromesso per superare lo shutdown che sarebbe stato dannoso per entrambi: i repubblicani temevano che la colpa sarebbe addossata nuovamente al Grand old party mentre i democratici erano preoccupati per i dipendenti federali, zoccolo duro del proprio elettorato. In pratica, al posto del muro si parla di una barriera metallica. Grazie a un provvedimento temporaneo, e privo dei soldi per il muro, il governo federale è stato riaperto il 25 gennaio scorso fino al 15 febbraio.

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Donald Trump
Fonte foto: https://www.facebook.com/uspresidentdonaldtrumpnews/

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