Simona Ventura rinviata a giudizio per dichiarazione infedele dei redditi

Nuovi guai per Simona Ventura: rinviata a giudizio per dichiarazione infedele dei redditi

Simona Ventura rinviata a giudizio per dichiarazione infedele dei redditi. I suoi legali: “Non si tratta in alcun modo di evasione fiscale”.

MILANO – Simona Ventura rinviata a giudizio per dichiarazione infedele dei debiti. Al termine della prima udienza, il pubblico ministero ha chiesto il processo per la conduttrice televisiva. Nell’aula di tribunale è stato ascoltato come testimone un investigatore della Guardia di Finanza (titolare di questa indagine n.d.r.). Prossimo appuntamento a gennaio quando saranno sentite altre persone in attesa della decisione dei giudici.

L’indagine

L’indagine, coordinata dalla Procura di Milano e condotta dalla Guardia di Finanza, si riferisce a presunte mancate dichiarazioni dei redditi nel periodo tra il 2012 e il 2015. I magistrati contestano a Simona Ventura alcune centinaia di migliaia di euro in relazione a contratti sullo sfruttamento dei diritti di immagine.

Entrando maggiormente nei dettagli, la conduttrice avrebbe addebitato alcuni ricavi e costi ad una società (Ventidue srl) invece di farlo a se stessa, come persona fisica. Soldi che, quindi, sarebbero dovuti entrare sulla propria dichiarazioni dei redditi e non su quella della società.

Simona Ventura
Simona Ventura

Simona Ventura a processo, i suoi legali: “Non si tratta di evasione fiscale”

Il processo è in corso ma i legali di Simona Ventura non vogliono sentir parlare di evasione fiscale. “E’ una scelta fiscale operata dai professionisti che l’Agenzia delle Entrate non ha ritenuto efficace – specificano gli avvocati al termine dell’udienza – Simona non ha nulla a che fare con queste decisioni prese dai professionisti. Ha subito aderito all’avviso dell’Agenzia, pagando il debito tributario, essendo lei la titolare di questo“.

La difesa della Ventura ha ribadito che non esiste il rischio di una condanna per evasione fiscale perché “da parte sua non c’è stato alcun dolo. La nostra assistita ha solamente utilizzato uno schema fiscale predisposto da alcuni professionisti non ritenuto idoneo dall’Agenzia delle Entrate“.

ultimo aggiornamento: 15-10-2019

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