Tutti gli infortuni di Pato, quando la sfortuna ci mette lo zampino

Tutti gli infortuni di Pato a dieci anni dal suo arrivo al Milan.

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Appena dieci anni fa il Milan iniziava a conosce un giovane brasiliano che, ancora minorenne, prometteva faville, Grazie alla spiente guida di Carlo Ancelotti in effetti un giovane papero è diventato uno dei giovani talenti più promettenti di tutta Europa conquistando di diritto un posto nella Nazionale brasiliana e le copertine dei quotidiani sportivi. Poi la sfortuna ha deciso di metterci lo zampino…

Tutti gli infortuni di Pato, dalle stelle… all’infermeria

Il primo degli infortuni di Pato (di una certa entità) risale al 5 gennaio del 2010, stagione nera per il brasiliano che saluta il nuovo anno con uno stiramento alla coscia destra rimediato in allenamento. Dopo appena dieci giorni il brasiliano, sempre in allenamento, viene fermato da una lesione all’adduttore destro. Trenta giorni di assenza e cinque gare saltate. Giusto il tempo di riaccarezzare il manto verde e via di nuovo in infermeria per una distrazione al bicipite femorale della coscia destra, e a questo punto è già avvenuto il passaggio degli infortuni di Pato in parodia comica. Nel mese di marzo l’attaccante è vittima stavolta di una lesione al bicipite femorale destro, poi l’ondata di sfortuna sembra essere giunta al termine. Sembra appunto, perché ad agosto inizia il tormento della caviglia che lo ferma per un mese circa prima per una distorsione e poi per una contusione. Il 15 settembre, in occasione di Milan-Auxerre, Pato viene fermato da una distrazione all’adduttore sinistro, mentr il 2010 si chiude nel mese di novembre con una lesione al bicipite femorale sinistro.

Il 2011 sembra candidarsi come anno del rilancio, almeno fino al 19 marzo, quando Pato viene fermato da una distorsione alla caviglia, stavolta sinistra. Tredici giorni di assenza e nuovo stop per uno stiramento ai flessori della coscia sinistra. Le ricadute stavolta non sono tante ma restano sicuramente fuori dalla norma visto che a settembre stavolta lo stiramento (ri)colpisce i flessori della coscia destra

Il Papero resta in buone condizioni ma con tanta paura fino al 2012, quando già nel mese di gennaio torna in infermeria per una lesione al bicipite femorale sinistro, seguito da uno stiramento alla coscia destra nel mese di febbraio e quindi da quello alla coscia sinistra ad aprile.

La verità sugli infortuni di Pato

Una lettura in chiave medica dei tantissimi infortuni di Pato è stata data ai microfoni di Goal.com dal dottor Augusto Morandi, esperto in ortopedia: “Sicuramente sui problemi fisici di Pato ha inciso una multifattorialità di elementi. In un atleta lo sviluppo del muscolo deve seguire una doppia via: da un lato deve esserci il potenziamento della massa muscolare vera e propria, dall’altro una crescita dell’elasticità, in modo che la forza esplosiva aumenti di pari passo con la forza elastica. Nel caso dell’attaccante rossonero, alla crescita del volume muscolare non è seguita una crescita dell’elasticità, e questo ha creato uno squilibrio che il ragazzo paga a livello di infortuni“.

Nel primo anno di permanenza al Milan la crescita muscolare è stata molto evidente – ha proseguito Morandi. È arrivato che era un ragazzo normale, mentre oggi ha degli arti inferiori impressionanti. Sicuramente lo sviluppo di tipo muscolare in palestra è stato privilegiato e forse c’è stato un sovraccarico di lavoro. Secondo me però c’è anche una componente ‘genetica’. Mi spiego: in soggetti con un’elevata percentuale di fibre bianche, che sono quelle che danno rapidità ed esplosività, come negli sprinter, il rischio di infortunio è più elevato. I muscoli scaricano infatti sulle ossa un alto grado di esplosività. Un’elevata percentuale di fibre bianche, quindi, è direttamente proporzionale a un maggior rischio dell’atleta di avere infortuni. Questa penso sia il caso di Pato, per il quale l’elevata esplosività ha portato a traumi muscolari frequenti. La sua situazione per certi potrebbe essere assimilata a quella di Ronaldo: le sue articolazioni e le sue ginocchia infatti non erano in grado di supportare la sua grande esplosività. Naturalmente però il fatto di avere tante fibre bianche non significa che uno debba per forza infortunarsi molte volte nel giro di poco tempo”.