Duro confronto in merito alla Riforma della Giustizia tra il ministro Nordio e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.
Aveva parlato di abbassare i toni in merito al Referendum sulla Giustizia ma evidentente non tutti l’hanno ascoltato. Stiamo parlando di Carlo Nordio che si è trovato a dialogare con Giuseppe Conte sul tema della Riforma del settore Giustizia a margine di un faccia a faccia a Palermo, moderato dall’avvocato Raffaele Bonsignore.

Riforma Giustizia: il commento di Carlo Nordio
A margine del confronto tenutosi a Palermo e moderato dall’avvocato Raffaele Bonsignore, Carlo Nordio, Ministro della Giustizia, e Giuseppe Conte, numero uno del Movimento 5 Stelle, si sono affrontati in un dialogo sul tema Giustizia con particolare focus anche sulle nomine e sull’autonomia dei pm.
“Quando avremo vinto apriremo un confronto con il mondo dell’avvocatura, i magistrati e il mondo accademico per la fase delle leggi di attuazione”, ha fatto sapere nel faccia a faccia il ministro della Giustizia. Per Nordio la riforma “non impedisce affatto la possibilità di ricorrere in Cassazione contro le decisioni disciplinari” e assicura che “in sede di confronto ci sarà ampia possibilità di discussione”. Lo stesso Ministro ha anche aggiunto: “Fino ad adesso non c’è stato perché alla notizia della riforma l’Anm ha risposto con lo sciopero”.
La replica di fuoco di Giuseppe Conte
Replicando e dicendosi contrario alle affermazioni di Nordio, Conte ha quindi detto: “Perché non l’avete fatto in Parlamento il confronto con le opposizioni invece di blindare la riforma? Ora ci volete far credere che in fase attuativa, semmai dovesse vincere il sì al referendum, vi confronterete con le opposizioni?”. Sendo il numero uno pentastellato “questa riforma non garantisce l’efficienza, voi volete solo una giustizia addomesticata”.
Tra i passaggi più duri da parte di Conte a Nordio, il seguente: “State realizzando un disegno di politica criminale fin dall’inizio. Ricordo la legge sui rave, poi modificata dopo gli errori. Avete inasprito decine di pene, eliminato l’abuso d’ufficio, ridimensionato il traffico di influenze, e lei ministro Nordio ha fatto una crociata contro le intercettazioni”.