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Attira la barista in cantina, la violenta e minaccia di farla licenziare
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Tremendo: attira la barista in cantina, la violenta e minaccia di farla licenziare

Donna vittima di violenza sessuale

Episodio terribile: un uomo avrebbe violentato la barista in cantina e l’avrebbe minacciata di farla licenziare se avesse raccontato tutto.

Non solo la recente “cena d’addio” che si è trasformata in una notte di abusi e minacce, adesso la cronaca ha portato a galla un’altra vicenda terribile di una barista violentata e minacciata sul posto di lavoro. Secondo quanto ricostruito, un uomo avrebbe attirato e violentato la vittima in cantina salvo poi intimidirla con la minaccia di farla licenziare.

Donna ferma gesto di violenza

Attira la barista in cantina e la violenta: i fatti

Avrebbe attirato una giovane collega nella cantina del bar con la scusa di sistemare alcune bottiglie di vino e portarle al piano superiore, per poi molestarla e minacciarla di farle perdere il lavoro. È l’accusa contestata a un cameriere di 33 anni, di origine romena, indagato per violenza sessuale a Torre Pellice, nel Torinese. La vicenda, riferita oggi dalle pagine locali di Repubblica e Corriere della Sera, risale allo scorso maggio e riguarda una collega poco più che ventenne.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe convinto la giovane a seguirlo nella cantina del locale dove entrambi lavoravano. Una volta raggiunta una zona appartata, nella quale la ragazza non avrebbe avuto una via di fuga, il 33enne avrebbe iniziato a molestarla. La giovane avrebbe reagito respingendolo e rifiutandosi di avere rapporti sessuali con lui.

A quel punto, sempre secondo quanto contestato dagli inquirenti, il cameriere avrebbe cercato di intimidirla minacciando di farla licenziare. Avrebbe detto alla collega che avrebbe raccontato alla moglie, titolare del bar, che lei non lavorava. La giovane sarebbe comunque riuscita a sottrarsi alla situazione e successivamente avrebbe denunciato l’accaduto ai carabinieri di Torre Pellice.

Gli accertamenti del caso

Le indagini, coordinate dal pm, sono arrivate alla conclusione nei giorni scorsi con la notifica all’indagato dell’avviso di conclusione delle indagini. Il 33enne, assistito dal proprio avvocato, dispone ora di tre settimane per presentare una memoria difensiva, chiedere lo svolgimento di ulteriori accertamenti oppure chiedere di essere interrogato.

Terminata questa fase, la procura potrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio. Secondo quanto riportato dai quotidiani, l’uomo vive a poche centinaia di metri dal bar gestito dalla moglie, che non risulta coinvolta nella vicenda.

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ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2026 8:57

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