Lotta al coronavirus, cosa sappiamo sullo Sputnik 5, il vaccino presentato dalla Russia. Si può considerare sicuro? Quali sono i rischi?

Continua a tenere banco la notizia del primo vaccino registrato contro il coronavirus, un vaccino prodotto in Russia, presentato come sicuro e testato anche dalla figlia del Presidente Vladimir Putin. Ma non mancano i dubbi e le critiche della comunità scientifica internazionale, e anche l’Oms ha annunciato una serie di verifiche rigorose per testare l’efficacia e la sicurezza del vaccino.

Cosa sappiamo sullo Sputnik 5, il vaccino della Russia contro il Coronavirus

Il primo dato di fatto è che dello Sputnik 5, il vaccino della Russia presentato da Vladimir Putin, sappiamo decisamente poco. La fase di sviluppo e di sperimentazione di fatto sono avvenute nell’ombra, senza grandi proclami almeno sulla stampa occidentale. E così l’annuncio di Vladimir Putin è arrivato come un fulmine a ciel sereno.

Sappiamo, perché l’evento aveva fatto notizia, che intorno alla metà di giugno lo Sputnik 5 era stato testato su trentotto persone. a fase 2 termina il 3 agosto, la fase 3 nel giro di una settimana circa.

Vladimir Putin
Vladimir Putin

Il vaccino è sicuro?

Al 12 agosto, quindi dopo la presentazione del vaccino da parte del Presidente Putin, non esiste una risposta alla domanda.

Le uniche informazioni che abbiamo sono quelle che vengono dal ministro della Salute Mikhail Murashko, secondo cui i soggetti che hanno testato il vaccino non hanno avuto complicazioni di rilievo e hanno prodotto un considerevole numero di anticorpi.

Coronavirus
Coronavirus

I dubbi della comunità scientifica internazionale

Inevitabilmente il vaccino presentato dalla Russia ha sollevato diversi dubbi nella comunità scientifica internazionale. Molti fanno sapere che il vaccino in questione non abbia ancora non sia mai stato sottoposto a una revisione da parte della comunità scientifica, che brancola nel buio.

I dubbi sono legati ad esempio ai tempi della terza fase di sperimentazione, che in Russia hanno concluso nel giro di una settimana mentre gli esperti considerano come un lasso di tempo decisamente troppo breve in confronto ai tempi standard che si aggirano intorno all’anno. Insomma, va bene accorciare i tempi alla luce dell’emergenza, ma servirebbero almeno quattro o sei mesi per considerare validi i risultati ottenuti in fase tre.

I rischi

I grandi rischi sono sostanzialmente due. Nel primo caso il vaccino risulta non efficace contro il coronavirus. Quindi la vaccinazione darebbe solo l’illusione della sicurezza, spingerebbe le persone a comportarsi come se il coronavirus non esistesse e questo potrebbe portare a un’ondata inimmaginabile di contagi. Nella peggiore delle ipotesi il vaccino potrebbe avere avere effetti collaterali e potrebbe addirittura essere dannoso per le persone.

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ultimo aggiornamento: 13-08-2020


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