G7, Trump shock: niente firma sull’accordo

Tensione al G7, dove manca l’accordo sul commercio. Trump lascia il Canada in anticipo: niente firma sull’accordo.

Un G7 complicato quello che sta avendo luogo in questi giorni in Canada. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver dato ordine di non siglare il documento finale del vertice.

Ho dato istruzioni di non appoggiare il documento finale del G7“, ha dichiarato il numero uno americano prima di lasciare il Canada per il vertice in programma con  Kim Jong un.

A far saltare il tavolo delle trattative è stata, come temuto alla vigilia del vertice, la questione legata alla politica dei dazi avviata dall’America: “Non possiamo perdere – ha commentato Trump. Non possiamo andare avanti con una situazione in cui gli Stati Uniti sono il salvadanaio da cui tutti rubano. Siamo stati trattati ingiustamente per colpa dei nostri leader passati. Abbiamo perso 817 miliardi di dollari, è inaccettabile. Vogliamo un commercio libero da tariffe, barriere e sussidi. Non possiamo più permetterci pratiche che ci danneggiano“.

G7, Conte ottimista sul commercio. Ma la Merkel frena

Tra i pochi a mostrare ottimismo c’è il premier italiano Giuseppe Conte, che annuncia l’accordo sul commercio internazionale: “Abbiamo convenuto che il sistema basato sul Wto è un po’ datato, richiede un adeguamento alla realtà“. Inevitabile anche un passaggio sulla Russia: “Gli accordi di Minsk sull’Ucraina non sono ancora attuati, ma avere la Russia isolata non conviene a nessuno. Mi auguro possa quanto prima esserci un G8 con loro“.

Punti di vista parzialmente divergenti con quelli della cancelliera tedesca, Angela Merkel: “Parto dal principio che avremo un testo comune sul commercio, ma non risolve i problemi nel dettagli: abbiamo opinioni differenti dagli Usa“.

Parole molto simili per il presidente francese Emmanuel Macron.

E intano la Russia torna a far sentire la propria voce. Così il ministro degli Esteri Sergei Lavrov: “La Russia non ha mai chiesto di essere reintegrata nel G8 e ritiene che il G20 sia il formato più promettente per il futuro. Lavoriamo tranquillamente in altri formati, nella Shanghai Cooperation Organisation, nei Brics e specialmente nel G20, dove condividono il nostro approccio. Inoltre, non ci saranno ultimatum nel G20. Le cose devono essere negoziate lì“.

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ultimo aggiornamento: 10-06-2018

Mauro Abbate

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