Tragedia a Rimini. E’ stata trovata senza vita la nipote di 18 anni del fondatore di San Patrignano. Ignote le cause del decesso.

RIMINI – E’ giallo a Rimini per la morte della nipote del fondatore della comunità per il recupero dalla tossicodipendenza San Patrignano. La diciottenne è stata trovata senza vita nel proprio appartamento nella giornata di domenica 26 maggio 2019.

L’allarme è scattato nel pomeriggio di oggi quando la famiglia non aveva più notizie della giovane. La ragazza è stata rinvenuta ormai senza vita in un appartamento di proprietà della famiglia. La vittima aveva trascorso la serata insieme ad amici e poi era rimasta sola in quella casa. L’ipotesi più probabile sembra essere quella di un decesso avvenuto per una esalazione di monossido di carbonio ma il magistrato ha autorizzato l’autopsia per accertare le cause della morte.

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Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, la vittima per riscaldare l’ambiente avrebbe usato una stufetta, dalla quale sarebbero partite le esalazioni di monossido di carbonio. La diciottenne non si è accorta di nulla e per questo non ha fatto in tempo a chiamare aiuto. Ma nelle prossime ore si saprà di più.

Una tragedia che ha sconvolto l’intera città di rimini e non solo. La ragazza, infatti, era molto conosciuta in zona anche per l’attività della famiglia. Il nonno è stato il fondatore del centro di recupero per tossicodipendenti San Patrignano, ora gestito proprio dal padre della diciottenne. L’intera comunità si è stretta alla famiglia per questa tragedia. Si aspetta il via libera da parte del magistrato per dare l’ultimo saluto alla giovane che molto probabilmente non si è accora di quello che sta succedendo. Una vicenda che gli inquirenti sperano di risolvere nel giro di poche ore. Ma prima bisognerà aspettare i risultati dell’autopsia che potranno chiarire molte cose.


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