Le cause e i fattori di rischio associabili ai casi di trombosi. I sintomi da monitorare e la relazione con i vaccini.

Durante la campagna di vaccinazione contro il Covid sono venuti alla ribalta i casi di trombosi, collegati alla somministrazione di AstraZeneca e Johnson&Johnson. Si tratta di eventi avversi rarissimi e le autorità sanitarie europee hanno ribadito che i due vaccini in questione sono sicuri ed efficaci. Nonostante le rassicurazioni, la trombosi fa paura, è uno spettro che aleggia nella mente di molti, e proprio per questo motivo è doveroso fare chiarezza, per sgombrare il campo da equivoci e notizie false che potrebbero rallentare senza un valido motivo la campagna di vaccinazione. Partiamo da un dato di fatto: la trombosi non è una malattia strettamente legata al vaccino, anzi, è una malattia molto comune. Parliamo, in base agli ultimi dati della terza malattia cardiovascolare più comune. Ma quali sono le cause e i fattori che innescano i casi di trombosi?

Trombosi: che cos’è

Come detto, la trombosi è la terza malattia cardiovascolare più comune. Quindi possiamo dire che gli eventi tromboembolici venosi sono abbastanza diffusi nella popolazione, anche se è difficile fare un punto preciso sull’incidenza. I casi si registrano principalmente nella popolazione anziana per fattori di rischio come ad esempio la ridotta mobilità o malattie associate. Inoltre, è bene evidenziarlo, nel 99% dei casi gli eventi tromboembolici non sono fatali.

“La trombosi è la terza malattia cardiovascolare più comune e comprende due condizioni interconnesse: l’embolia polmonare e la trombosi venosa profonda. A determinarla è la presenza di un trombo (coagulo di sangue) in un’arteria o in una vena. Il coagulo può essere composto da un’aggregazione di cellule ematiche che ostruiscono o rallentano la normale circolazione sanguigna e che possono migrare e spostarsi in un organo vitale, con conseguenze potenzialmente fatali”, si legge sul sito della Fondazione Veronesi.

Le trombosi atipiche

Le trombosi atipiche sono quelle venose cerebrali e quelle addominali. Si tratta di eventi rarissimi, con un’incidenza bassissima. Questi casi solitamente si verificano in presenza di altre patologie.

Trombosi: cause e i fattori di rischio

Per quanto riguarda i casi non collegati alla somministrazione del vaccino, argomento che appprofondiremo in seguito, è possibile individuare alcuni fattori di rischio:

Età
Obesità
Intervento chirurgico
Scarsa mobilità
Processi infettivi acuti
Malattie polmonari croniche
Vene varicose
Ictus cerebrale.

Per chi sta seduto per molto tempo il consiglio è quello di alzarsi e camminare ogni due o tre ore, stimolare i muscoli delle gambe.

Invece per chi si sottopone ad un intervento chirurgico è importante recuperare la mobilità nel minor tempo possibile, ovviamente seguendo le indicazioni meriche.

Il fumo e gli alcolici sono considerato fattori di rischio per quanto riguarda la trombosi venosa profonda.

Ospedale
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Trombosi e vaccini contro il Covid

Per quanto riguarda i vaccini contro il Covid, le autorità sanitarie ritengono probabile un nesso tra la somministrazione di AstraZeneca e Johnson&Johnson e questi eventi avversi rarissimi, che si sono verificati nelle prime tre settimane successive alla vaccinazione.

Ma cosa succede dopo la vaccinazione? In base ai dati emersi, sembra che in alcuni casi il vaccino inneschi una reazione immunologica che distrugge le piastrine e attiva quelle che sopravvivono. Questo aumenta i rischi di trombosi.

Nonostante non siano stati individuati fattori specifici di rischio, sappiamo che i casi hanno interessato principalmente donne di età inferiore ai 60 anni.

Ribadiamo che le autorità sanitarie, in seguito agli accertamenti svolti sui vaccini, hanno ribadito che Johnson&Johnson sono sicuri ed efficaci contro il Covid e per entrambi i rischi superano i benefici.

I sintomi

I sintomi da monitorare solo un gonfiore ad un braccio o ad una gamba, dolore addominale, difficoltà respiratorie, macchie rosse sulla pelle e mal di testa forte e insistente. Ovviamente in seguito al vaccino non devono allarmare il gonfiore, il dolore o l’arrossamento nella zona della somministrazione del vaccino.

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ultimo aggiornamento: 01-05-2021


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