Le indagini sull’incidente sulla Stresa-Mottarone. La Procura di Verbania ha autorizzato il sequestro della funivia per accertamenti.

TORINO – Gli inquirenti hanno avviato le indagini sull’incidente della funivia del Mottarone e hanno posto sotto sequestro la funivia. La Procura di Verbania, come riferito da RaiNews 24, ha autorizzato i sigilli alla struttura per effettuare i controlli del caso e fare luce sulle cause e sulla dinamica del drammatico incidente.

Nella notte tra il 25 e il 26 maggio sono state fermate tre persone. Tre queste c’è anche il gestore dell’impianto. I tre, secondo gli inquirenti, erano consapevoli del fatto che era stato installato un forchettone per disabilitare il freno di emergenza. Una decisione assunta consapevolmente per aggirare un’anomalia segnalata dalla centralina.

Dopo le udienze del 29 maggio, il Gip ha disposto il trasferimento agli arresti domiciliari per Tadini e la liberazione per gli altri due indagati.

L’incidente della funivia sul Mottarone: le cause

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di domenica 23 maggio. Secondo le prime ipotesi riportate da La Repubblica, la caduta potrebbe essere stata causata dal cedimento di fune di traino della cabina che stava salendo. Le prime risposte sono attese dagli accertamenti sul rimpianto di risalita. La cabina è caduta per quindici o venti metri

Le indagini

“Per ora procediamo per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, poi dobbiamo verificare anche la fattispecie dei reati colposi di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell’impianto“, ha fatto sapere il Procuratore. Uno dei primi punti da chiarire nel corso delle indagini è se il cavo si sia rotto o se si sia sganciato.

Carabinieri
Carabinieri

Le testimonianze

Intanto sono arrivate dalla stampa locale e nazionale le prime testimonianze che potrebbero fornire dettagli interessanti anche agli inquirenti. “Verso le 12:30 si è sentito un botto pazzesco – ha detto una delle persone presenti alla tragedia – poi si è sentito come qualcosa che stesse rotolando e poi un’altra botta pazzesca. Infine tutto era in silenzio“.

Abbiamo sentito un piccolo boato e poi abbiamo visto i cavi volari per terra – le parole di una delle lavoratrici del maneggio Equus Valley – abbiamo visto volare cavi per terra. Abbiamo visto le altre persone che scendevano con l’altra cabina: le hanno fatto scendere per le scale. Quando sono arrivati i vigili del fuoco non potevamo passare perché i cavi erano proprio sulla strada“.

Sequestrata le immagini delle telecamere di sorveglianza

Come riportato da il Corriere della Sera, gli inquirenti hanno sequestrato le immagini delle telecamere di sorveglianza. Le telecamere inquadrerebbero proprio il punto di arrivo. Il quotidiano riferisce che nell’audio si sente un rumore forte, sordo, poi la cabina inizia a correre all’indietro. Nell’audio si sentirebbero anche le urla dei passeggeri.

Gli indagati

C’è un primo indagato per la tragedia di Stresa. Si tratta, come riportato da La Repubblica, di un tecnico delle Ferrovie Mottarone, la società che gestisce l’impianto.

Tre fermi per l’incidente della funivia sul Mottarone

Nella notte tra il 25 e il 26 maggio gli inquirenti hanno fermato 3 persone per il disastro della funivia del Mottarone. I tre erano consapevoli della presenza del forchettone sul freno di emergenza. Il forchettone, che disabilita il freno, era stato installato per aggirare un’anomalia segnalata da giorni dalla centralina.

Tadini ai domiciliari, liberi gli altri due

In seguito alle udienze del 29 maggio, il Gip ha disposto il trasferimento agli arresti domiciliari per Tadini, che ha ammesso di aver inserito il forchettone per disattivare il freno di emergenza. Liberi invece gli altri due.


Una ragazza di 24 anni denuncia una violenza a Massa Carrara, indagini in corso

Vaccino Moderna efficace al 100 per cento su adolescenti con due dosi. Figliuolo: “Ne usciremo il prima possibile”