Mozione di sfiducia a Conte, le strategie nella capigruppo in Senato

Mozione di sfiducia a Conte, il Centrodestra forza la mano

Capigruppo a Palazzo Madama per decidere il giorno del voto in Senato della mozione di sfiducia a Conte presentata dalla Lega. È scontro aperto.

Si gioca in Senato la prima grande battaglia della guerra politica che deciderà il futuro prossimo dell’Italia. In occasione dell’incontro dei capigruppo a Palazzo Madama si deciderà il giorno per votare la mozione di sfiducia a Conte presentata dalla Lega che spinge per far cadere il governo in tempi rapidi nella speranza di arrivare presto al voto.

I sospetti delle opposizioni sulla Casellati

I riflettori delle opposizioni sono puntati tutti sulla Casellati, presidente del Senato. Il sospetto è che l’esponente di Forza Italia voglia in qualche modo favorire il blitz leghista per bruciare le tappe per arrivare in pochi giorni (se non addirittura in poche ore) al voto in Senato per sancire di fatto la caduta del governo giallo-verde.

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Lega in minoranza nella capigruppo

La Lega spinge perché i senatori votino la mozione di sfiducia già il 13 agosto o comunque non dopo il 15. Movimento Cinque Stelle, Pd e gli altri partiti all’opposizione vogliono invece allungare i tempi per frenare l’avanzata della Lega verso le urne.

Mozione di sfiducia a Conte, contrasto nella capigruppo a Palazzo Madama

Gli anti-salviniani hanno la maggioranza nella capigruppo e dovrebbero riuscire a frenare l’indulgenza leghista. Ma c’è un nodo che potrebbe favorire Salvini. L’assemblea deve decidere all’unanimità, ipotesi che si può escludere con certezza quasi assoluta. A quel punto la presidente del Senato potrebbe prendere in mano le redini della situazione convocando i senatori per la giornata del 13 agosto. La Casellati si assumerebbe però in questo modo la responsabilità di accogliere la richiesta della minoranza. Uno scenario non impossibile in una lotta elettorale che si prospetta senza esclusione di colpi…

ultimo aggiornamento: 12-08-2019

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